Solare e biomasse a Pomigliano d'Arco
Il comune nel napoletano ridurrà entro fine anno oltre 13.000 tonnellate di CO2
E' importante promuovere una sana, sicura e corretta alimentazione fin dalle prime fasce d'età, quelle più sensibili e a rischio.
Per fare ciò ci vuole preparazione, in particolare da parte innanzi tutto degli operatori di settore (imprese di ristorazione) ma anche dai comuni, mondo della scuola, pediatri, dietisti.
La Regione Veneto e Veneto Agricoltura hanno svolto un'indagine sulla qualità della ristorazione scolastica pubblica, per verificare la conformità da parte delle amministrazioni locali alle precise indicazioni legislative in materia di alimentazione biologica: la legge nazionale 488/1999 e quella regionale 6/2002 impongono l'utilizzo quotidiano di prodotti biologici.
Da questa indagine, condotta da luglio a settembre 2009 e concentrata sulla ristorazione scolastica pubblica dei comuni di maggiore dimensione (sopra i 10.000 abitanti), è risultato che quasi i due terzi del campione esaminato (60%) utilizza quotidianamente almeno alcuni prodotti biologici.
Il rimanente, ovvero quasi il 40%, è ancora inadempiente al dettato legislativo: non li usa poco o quasi mai. Va segnalato tuttavia che la metà di questi ultimi, il 21%, dichiara di mangiare "biologico" più volte alla settimana, ma non tutti i giorni.
Un'analisi che sembra suggerire una realtà di diffusa non conformità alle leggi, in quanto all'indagine si presuppone abbiano aderito solamente i comuni "virtuosi", anche se è necessario segnalare che le aspettative per l'immediato futuro fanno ben sperare. Infatti gran parte dei comuni ha anche espresso un significativo interesse all'introduzione di prodotti biologici nelle proprie mense scolastiche nel 2010.
05-02-2010
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