Caccia al via con meno doppiette
Secondo l'Istat in Italia, nel 2007, 751.876 cacciatori in possesso di tesserino
In questo caso la crisi economica non ha fatto danni. Anzi. Il settore dell'agricoltura biologica continua a vivere una stagione felice.
E il drastico calo delle vendite dei prodotti agroalimentari pare non l'abbia contagiato. Le famiglie italiane, nonostante la difficile congiuntura e il carrello della spesa sempre più "povero", continuano ad acquistare "bio".
Sta di fatto che nel 2009 le vendite, rispetto all'anno precedente, sono cresciute del 6,9%, proseguendo la striscia positiva del 2008 (+5,2%).
E' quanto segnala la Cia (Confederazione italiana agricoltori) in occasione dell'iniziativa, in programma domenica prossima 18 aprile, "Le piazze del Bio", promossa dal ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali in collaborazione con le Regioni e alla quale parteciperà con la sua associazione per l'agricoltura biologica Anabio.
Nell'iniziativa che si terrà in contemporanea in venti città italiane (Aosta, Ancona, Bari, Belluno, Bologna, Bolzano, Campobasso, Chieti, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Potenza, Reggio Calabria, Roma, Sassari, Torino, Udine) saranno coinvolte oltre 47.000 aziende che producono biologico.
I consumatori avranno l'opportunità di partecipare a degustazioni, animazioni e approfondimenti sul tema del "bio". Ma soprattutto potranno apprezzare la sicurezza, la qualità e la tipicità dei prodotti biologici: olio e confetture, formaggi e miele, piante aromatiche e carni, frutta e ortaggi freschi, vino, pane, pasta, sciroppi e salumi.
Sotto l'aspetto geografico, c'è da rilevare che elle Regioni settentrionali si concentra più del 70% degli acquisti nazionali (il 43,1% nel Nord-Ovest e il 27,9% nel Nord-Est), mentre il Centro, inclusa la Sardegna, e il Mezzogiorno rappresentano, rispettivamente, il 21,6% e il 7,5% del totale.
Un dato non influenzato solo dal maggior potere d'acquisto delle famiglie, ma da una diffusione più capillare del biologico nella rete distributiva che storicamente ha caratterizzato il Nord Italia rispetto al Sud.
La grande distribuzione organizzata, in particolare gli ipermercati, registrano un incremento del 14,7% delle vendite, mentre nei supermercati si ha solo un 1,5%.
16-04-2010
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