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Boom delle allergie, delle malattie trasmesse dalle zanzare, dei disturbi intestinali legati alla mancanza d'acqua: il riscaldamento climatico avrà effetti innegabili sulla salute, secondo il Medec (l'associazione del medici generalisti francesi).
«Nel 2050, un'estate su due somiglierà alla canicola del 2003» dice Dominique Gombert, capo del dipartimento di esperti dell'Agenzia sanitaria per l'ambiente e il lavoro francese.
Ci si può quindi attendere un aumento della mortalità delle persone anziane o fragili, che potrà essere evitato con un "piano caldo" da rinnovare ogni anno. Inoltre i periodi freddi saranno più rari, quindi potenzialmente più micidiali. La maggior parte degli effetti sulla salute saranno però indiretti.
Così si moltiplicheranno alcuni inquinanti, come le polveri sottili. Questo inquinamento avrà gli stessi effetti dei picchi d'inquinamento di oggi: aumento delle affezioni respiratorie (bronchiti, asma) e dei problemi cardiovascolari, maggiore sensibilità alle infezioni batteriche.
Il riscaldamento globale comporterà naturalmente una redistribuzione della vegetazione, con l'ulivo che già risale verso il nord e i pollini, come quello dell'ambrosia, ad alto potere allergenico, che amplieranno la loro diffusione.
Per ogni cinque grammi di polline d'ambrosia diffusi nell'atmosfera nel 1900, nel 2000 erano diventati 10 e nel 2100 il quantitativo sarà ancora raddoppiato. I periodi d'impollinazione si allungheranno: secondo i medici francesi la diffusione delle allergie, oggi al 20%, sarà al 50% nel 2100.
Ci si potrà anche attendere uno sviluppo delle malattie a diffusione vettoriale come il chikungunya o il morbo di Lyme, trasmesso dalle zecche. Ci sono altri problemi sanitari: tumori cutanei e problemi agli occhi legati al maggiore irraggiamento solare, la crescita delle infezioni tifoidi e del colera legati alla scarsità di acqua, un aumento dell'inquinamento legato agli incendi forestali e alla diffusione di prodotti chimici per combattere i vettori di malattie.
Se le minacce sono chiare, le misure da prendere per fronteggiarle lo sono meno. L'Osservatorio nazionale francese sugli effetti del riscaldamento climatico dà qualche indicazione, tra gli altri: maggiore sorveglianza sugli agenti infettivi, sulla qualità di aria e acqua.
19-03-2010
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