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Raggiungere gli obiettivi di riduzione della CO2 posti all'Italia dal protocollo di Kyoto non è più una missione impossibile. Nel 2012, infatti, si riuscirà a ridurre le emissioni di gas serra del 6,5% rispetto al 1990, come previsto dall'accordo internazionale, e, forse, anche di più.
Ad affermarlo è il presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Edo Ronchi, che nel 1997, come ministro dell'Ambiente, firmò il trattato sul clima. Tre, per Ronchi, i fattori che permetteranno di centrare l'obiettivo: la crisi economica, lo sviluppo delle rinnovabili, l'aumento dell'efficienza energetica.
Secondo lo studio elaborato dallo stesso Ronchi le emissioni di gas serra sono cominciate a calare in Italia già dal 2005. Da quest'ultimo anno fino al 2008, le emissioni sono calate di ben 35 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti.
Nel 2009, per effetto congiunto della crisi (prevalente), dell'aumento della quota di energie rinnovabili (+9,3% nel 2009) e di un miglioramento dell'efficienza energetica (si riduce il kilowattora per unità di Pil anche nel 2009) c'è stato un forte calo delle emissioni di CO2: pari a 36,3 milioni di tonnellate in un solo anno e, a fine anno, le emissioni erano scese del 3% rispetto al 1990.
Per arrivare all'obiettivo previsto dal Protocollo (483,3 MtonCO2 eq.) manca una riduzione di 19 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti. «Nei prossimi tre anni - dice Ronchi - anche solo con una riduzione media come quella in atto prima della crisi, si arriverà tranquillamente a centrare l'obiettivo. Anzi, molto probabilmente, anche senza conteggiare i meccanismi flessibili, la riduzione delle emissioni sarà ancor maggiore del 6,5% richiesto».
15-02-2010
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