Focus

Copenhagen, 55 Paesi
presentano piano tagli

Resta ora da concretizzare l'altra promessa del summit, quella dell'aiuto alle nazioni in via di sviluppo più vulnerabili alle variazioni climatiche


I grandi inquinatori del Pianeta, fra cui Cina e Stati uniti, hanno rispettato il calendario concordato a Copenaghen e hanno consegnato per iscritto i loro impegni. Resta ora da concretizzare l'altra promessa del summit, quella dell'aiuto alle nazioni più vulnerabili alle variazioni climatiche.

I Paesi industrializzati, fra questi Stati uniti, Unione europea, Canada, Giappone, Australia, e quelli emergenti hanno inviato alle Nazioni unite i loro obiettivi per il 2020 nella lotta ai cambiamenti climatici. Un totale di 55 Paesi, che insieme producono l'80% delle emissioni nocive del Pianeta, ha presentato gli obiettivi di tagli dei gas a effetto serra nel quadro dell'accordo raggiunto a Copenaghen.

La Convenzione sul clima delle Nazioni unite ha ricevuto le "dichiarazioni di impegno" di 55 Paesi che "rappresentano il 78% delle emissioni mondiali legate all'energia", indica il segretariato dell'Unfcc (United nations framework convention on climate change).

"Questi impegni sono stati ufficialmente comunicati", ha sottolineato Yvo de Boer, massimo responsabile per il clima in seno all'Onu, aggiungendo però che è necessaria "un'ambizione più forte per raccogliere questa sfida".

Infatti, se l'accordo concluso il 19 dicembre scorso a Copenaghen tra una trentina di Paesi intendeva limitare il riscaldamento a due gradi Celsius, la somma degli impegni presentata è ben lontana da questo obiettivo.


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