Copertina

Il vertice non decolla:
proteste a Copenhagen

Il collettivo “Climate Justice Action” ha indetto una protesta davanti al centro che ospita la conferenza sul clima. Mano forte della polizia danese


COPENHAGEN - A Copenaghen è la giornata delle proteste. Il collettivo "Climate Justice Action" ha indetto una protesta di massa nel giorno in cui al centro che ospita la conferenza Onu sul clima, il "Bella Centre", sono cominciati le riunioni tra leader che dovrebbero portare ad un accordo entro venerdì.

Il nostro obiettivo spiegano sul sito è di interrompere le sessioni e di aprire uno spazio all'interno dell'area Onu per indire un'Assemblea. Questa Assemblea darà voce a coloro che non vengono ascoltati, sarà un'opportunità per cambiare l'agenda, per discutere di soluzioni vere, per inviare un segnale chiaro al mondo a favore della giustizia sul clima.

I promotori dell'iniziativa che non coinvolge le grandi ong ambientaliste come il Wwf, Greenpeace e Oxfam assicurano che la protesta sarà una forma di disobbedienza civile di massa non-violenta, precisando che l'indicazione data ai manifestanti è di non rispondere con la violenza nel caso in cui la polizia tentasse di aggravare la situazione.

Malgrado ciò, le forze dell'ordine danesi, che già hanno usato la mano forte contro le manifestazioni di sabato scorso e contro i black bloc entrati in azione lunedì notte, non hanno voluto prendere alcun rischio. Nella tarda mattinata 700-800 persone, staccatesi dal corteo autorizzato di circa 1.500 persone, sono state fermate nel tentativo di oltrepassare la fascia di sicurezza che separa la stazione della metro dall'ingresso del Bella Centre.

E in città sono già state preparate all'interno di una ex birreria delle vere e proprie gabbie prigione per accogliere le teste più calde. Dall'interno del Bella, nel frattempo, si sono uniti alla protesta fuori dal centro conferenze un centinaio di persone che ha sfilato tra i corridoi reclamando giustizia per le popolazioni indigene. Tra di loro c'era anche José Bové, l'agricoltore francese no-global eletto al Parlamento europeo con la lista Europe Ecologie di Danny Cohn-Bendit.

Alvise Armellini


16-12-2009

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