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La Commissione europea raccomanderà mercoledì prossimo ai 27 e all'Europarlamento di aumentare al 30%, entro il 2020, lo sforzo di riduzione delle emissioni di gas serra dell'Unione, rispetto al 20% già previsto nel pacchetto clima/energia, approvato alla fine del 2008 (con le riduzioni calcolate rispetto al livello di emissioni del 1990).
Non si tratterà di una proposta formale, ma di una "comunicazione", che l'Esecutivo Ue approverà su iniziativa del commissario al Clima Connie Hedegaard, contenente una valutazione dell'impatto che avrebbe sull'economia Ue questo ulteriore taglio del 10% delle emissioni.
Il testo sarà esaminato dai capi di Stato e di governo al Consiglio europeo di fine semestre della presidenza di turno spagnola, il 17 giugno. La bozza del testo stima oggi a 81 miliardi di euro (lo 0,54% del Pil dei Ventisette) il costo del taglio delle emissioni dell'Ue al 30%, 11 miliardi in più rispetto alla riduzione del 20% già prevista.
Il pacchetto clima/energia del 2008 prevedeva uno sforzo di riduzione, calcolato rispetto al 2005 (invece che al 1990), del 21% per i settori industriali sottoposti al sistema Ets (la 'borsa' europea dei diritti di emissioni), e del 10% per gli altri settori (trasporti, agricoltura, servizi, turismo, consumi delle famiglie per riscaldamento e climatizzazione).
Il passaggio a una riduzione del 30% rispetto al 1990 comporterebbe invece, prendendo come base di riferimento il 2005, un taglio delle emissioni del 34% per il settore industriale e del 16% per gli altri settori.
La comunicazione contiene anche un'analisi dei risultati - al di sotto delle aspettative ma non insignificanti - della Conferenza Onu sul clima di Copenaghen, a dicembre dell'anno scorso.
Il controverso Accordo firmato solo da una parte dei partecipanti alla Conferenza Onu prevede per i paesi industrializzati una riduzione fra il 13% e 18% rispetto al 1990.
Secondo la bozza, per garantire il raggiungimento dell'obiettivo fissato a Copenaghen, di contenere entro i due gradi centigradi l'aumento della temperatura media del Pianeta dovuto al cambiamento climatico, sarebbe necessaria una riduzione dei gas serra del 30% da parte dei Paesi industrializzati.
Non solo l'Ue, quindi, ma anche Usa, Canada, Australia, Giappone e Russia. A ciò andrebbe aggiunto un taglio delle emissioni del 15% nei Paesi in via di sviluppo, sempre rispetto al 1990, scontando la partecipazione del settore marittimo e dell'aviazione civile allo sforzo internazionale.
21-05-2010
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