Cultura

«Lucidità e piccoli gesti
a difesa dell'ambiente»

Intervista di I AM all'attore Flavio Insinna, uno dei volti più celebri dello spettacolo, alle prese con la lavorazione di "Ho sposato uno sbirro 2"


Lo abbiamo incontrato a Formello, vicino Roma, dov'è impegnato nelle riprese di Ho sposato uno sbirro 2, la nuova edizione del poliziesco familiare sempre in bilico tra commedia e giallo, che andrà in onda nell'anno in corso dopo la prima e fortunata serie del 2008.

Sul set Flavio Insinna è il commissario Diego Santamaria, il protagonista maschile della fiction (quello femminile è Christiane Filangieri nei panni dell'ispettore Stella Morini, moglie e collega del carismatico poliziotto). Ormai da anni il suo volto è uno tra i più celebri dello spettacolo italiano.

Lei a livello artistico ha fatto praticamente tutto: fiction, cinema, televisone, teatro. In quale di questi ambiti si è sentito e si sente più a suo agio?

Ritengo che non sia tanto importante dove si vada a lavorare, ma come lo si faccia. Conta la sfida che si affronta, l'ambito è marginale. Io, in linea di principio, accetto le cose che mi piacciono tenendo conto che la mia preferenza va per quelle fatte bene. Poi, come ovvio, alcune performance possono riuscire meno bene di altre: ma l'importante è dare sempre il massimo.

Che posto occupa l'ambiente nella sua vita?

E' una materia cui mi capita di pensare sempre di più, un argomento che denota anche l'educazione personale delle persone visto che talvolta confina con l'educazione civica. Buttare la carta dal finestrino è un esempio: oltre ad essere maleducazione, se lo facessimo tutti saremmo sepolti da una montagna di immondizia. Anche il rispetto dell'acqua è importante, dare per scontato un gesto come quello di aprire un rubinetto significa non pensare che dall'altra parte del mondo c'è chi non ne può beneficiare.

Concretamente, cosa fa di sostenibile nella sua vita?

Faccio la raccolta differenziata e cerco di avere un occhio di riguardo per il risparmio energetico. In casa, pur sapendo che gli ambienti illuminati sono più caldi e accoglienti, spessissimo spengo la luce quando passo da una stanza all'altra. E' un semplice gesto che tutti dovremmo fare con maggiore frequenza. Mi piace molto andare a piedi, la macchina vedo di usarla il più possibile con criterio: ad esempio quando mi muovo con gli amici, per andare nello stesso posto ne usiamo una invece di arrivare ognuno con la sua. Sono piccole attezioni che fanno bene all'ambiente

Bicicletta e autobus?

Qualche volta mi capita di prendere il mezzo pubblico, soprattutto quando non ho vincoli temporali. In bici, invece, ci andavo una volta ma ora non più anche perchè non vorrei rischiare di farmi male cadendo. In merito alla mobilità, tra l'altro, attendo con grande curiosità queste macchine elettriche di cui si sente un gran parlare.

Lei è romano: cosa non le piace della sua città?

Senza ombra di dubbio le scritte sui muri, sui monumenti, sui ponti del Tevere. E' un problema generale, che riguarda quartieri belli e meno belli. Non mi sembra che sia una particolari forme d'arte o di libertà, anche se qualche disegno può anche essere carino. Ma non su certi muri. Bisognerebbe dare, forse, a questi appassionati delle bombolette spray vagoni dei treni dismessi o magari una lavagna gigante per potersi sfogare. Roma, come le altre città, è un luogo di tutti e va trattato con la stessa attenzione con cui si tratterebbe il salotto di casa propria: e io a casa mia non mi metto a scrivere sui muri.

Arnold Schwarzennegger un bel giorno ha deciso di abbandonare le scene per impegnarsi in politica, divenendo uno dei legislatori al mondo più severi in materia ambientale. Lei farebbe lo stesso?

Non credo che abbandonerò mai il mio lavoro per la politica. Ma se avessi l'opportunità di decidere qualcosa, forse la prima cosa che farei sarebbe quella di migliorare la sanità. Più in generale mi occuperei di tutte quelle cose in cui è presente il suffisso mala, malavita compresa. Senza dubbio darei qualche notte bianca in meno ai cittadini e qualche servizio in più.

Di luoghi ne ha girati tanti: quale ricorda con più piacere per qualità?

Così a memoria mi vengono in mente due posti: Verona e la Toscana. Della città veneta mi ha colpito la pulizia, per terra era difficile scorgere cartacce, sembrava di camminare sul pavimento di casa propria. Una città bellissima tenuta davvero bene. Non è un caso che mi muovessi sempre a piedi proprio perchè mi piaceva l'atmosfera. Della Toscana, invece, mi piacciono Firenze, Siena: sono zone che mi emozionano.

Parlando di ambiente lei è più "catastrofista" o "interventista"?

Certo che, a sentire i media, è difficile non prendere atto di una situazione particolarmente grave: mari che si alzano, ghiacciai che si sciolgono. Poi è anche vero che sentito un'allarme, arriva magari qualcuno che tende a smontarlo, creando anche maggiore confusione. Io ovviamente mi sono fatto una mia idea legata alla situazione, frutto anche di quanto vedo e vivo nella quotidianità. Diciamo, però che tra le due categorie mi riconosco più in quella di chi resta più lucido nelle valutazioni e prova a fare qualcosa.

A proposito di "fare qualcosa", come ha giudicato Copenhagen?

Sono rimasto molto deluso. Tutti, soprattutto i Paesi più importanti del Pianeta, si erano impegnati per un accordo di livello prevedendo anche perdite economiche a favore di una maggiore tutela del clima. Ma invece, alla resa dei conti, quasi tutti si sono tirati indietro senza assumersi particolari responsabilità.

Quale personaggio del 2009 l'ha colpita di più nel mondo?

Barack Obama è uomo che mi piace, anche se su alcune cose sta un po' tornando indietro o più semplicemente sta avendo le normali difficoltà che si incontrano guidando la più grande potenza mondiale.

E in Italia?

Sarei tanto curioso di vedere come potrebbe darci una mano, se fosse un politico e magari facesse parte del governo, un uomo come Franco Battiato. Quando lo sento parlare o ascolto le sue canzoni trovo sempre un pensiero intelligente che, se applicato ai problemi del Paese, potrebbe servire a risolvere qualche problema.

Mi tolga una curiosità, qual è il suo film preferito?

Ce ne sono diversi che mi piacciono, ma se dovessi scappare con due videocassette sceglierei C'era una volta una volta in America e Indagine su cittadino al di sopra di ogni sospetto. Poi è chiaro che non si possa ignorare tutto il filone legato alla commedia all'italiana o i film di Sordi, dove tra l'altro si racconta di un'Italia che non c'è più. Io, ad esempio, abito a piazza Tuscolo vicino a via Britannia dove si svolge il finale de I soliti ignoti: all'epoca c'era la campagna ora ci sono solo enormi palazzi.

Quanto è sostenibile la vita nello spettacolo?

Possiamo e dobbiamo fare meglio soprattutto per il rispetto di chi ci guarda. Il nostro mestiere è fatto per gli altri, noi non salviamo il mondo ma ciò non ci assolve dal doverlo fare in una condizione di rispetto totale.

Francesco De Luca


12-02-2010

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