Sempre più forte la leadership dell'agricoltura italiana in Europa in fatto di qualità e tipicità.
Stravince su Francia e Spagna, con oltre 200 tra Dop (Denominazione di origine protetta) e Igp (Indicazione di origine prodotta). Produzioni che danno vita a un fatturato al consumo di 10 miliardi di euro e ad un export di 2,3 miliardi di euro.
A evidenziarlo è la Cia (Confederazione italiana agricoltori) che esprime tuttavia preoccupazione per gli attacchi dell'agropirateria, con falsificazioni e imitazioni dei marchi che ogni anno mette in moto un giro d'affari di oltre 60 miliardi di euro.
Tornando ai dati, il nostro Paese detiene un consolidato primato a livello comunitario con il maggior numero di prodotti a denominazione di origine tutelata, oltre il 21% del totale Ue.
Ci seguono la Francia, che continua a essere sempre più distanziata, con 168 prodotti (92 Dop e 76 Igp), e la Spagna con 134 prodotti (71 Dop, 60 Igp e 3 Stg). Francia e Spagna hanno rispettivamente il 19 e il 14% dei marchi riconosciuti a livello europeo.
Nell'ultimo anno il "paniere" dei prodotti Dop e Igp in Europa si è arricchito di oltre 50 produzioni. In testa l'Italia con più di 20 nuove produzioni registrate (in crescita soprattutto ortofrutticoli e cereali).
Nel nostro Paese, nel settore delle Dop e delle Igp, operano 98.200 aziende agricole e allevamenti e 7600 strutture di trasformazione artigianali e industriali.
Sono prodotti, quelli a denominazione d'origine che, oltre a rappresentare un patrimonio culturale notevole e l'immagine stessa dell'Italia all'estero, costituiscono un settore economico e sociale.
Basti pensare che questi prodotti danno lavoro, tra attività dirette e indotto, a più di 300.000 persone e che rappresentano una risorsa insostituibile per l'economia locale.
14 Aprile 2010