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Aie: «Altri 400 milioni per taglio emissioni»

L'Agenzia internazionale per l'energia appoggia l'impegno dei Paesi del G8 ma ribadisce che la via per raggiungere i target rimane lunga e impegnativa

L'Agenzia internazionale per l'energia appoggia pienamente l'impegno dei Paesi del G8 volto a ridurre le emissioni di CO2, ma allo stesso tempo ribadisce le sue previsioni, che mostrano come la strada per centrare questi obiettivi sia molto lunga a impegnativa.

E costosa: per centrare gli obiettivi sul contrasto al surriscaldamento climatico servono 400 miliardi di dollari di investimenti supplementari sui prossimi 20 anni. Un tema particolarmente delicato alla luce di un contesto in cui secondo la stessa Aie gli investimenti sulla produzione di energia stanno subendo una pesantissima contrazione a causa della crisi.

Secondo Nobuo Tanaka, direttore dell'Aie e presente al vertice de L'Aquila «gli effetti che la crisi attuale avrà a lungo termine sull'energia, combinati con la caduta degli investimenti, richiedono una iniziativa globale urgente per riportare il pianeta su una carreggiata più sostenibile».

«Il G8 ha riconosciuto la necessità di operare maggiori investimenti sull'energia - ha detto ancora Tanaka, secondo quanto riporta un comunicato dell'Aie - anche per rilanciare l'occupazione e sostenere la crescita economica».

L'Agenzia condivide anche le preoccupazioni sull'imprevedibilità dei mercati energetici, caratterizzati da un andamento dei prezzi altamente volatile. Secondo i calcoli dell'Aie quest'anno gli investimenti sulle attività di estrazione di petrolio e gas naturale sono già crollati del 21%. Sempre secondo l'ente parigino, dei 2.600 miliardi finora complessivamente mobilitati in misure di risposta alla crisi, circa 100 miliardi sono destinati all'efficienza energetica e alle fonti pulite o rinnovabili. «Un passo nella direzione giusta - ha detto ancora Tanaka - ma bisogna fare molto di più. Ci vogliono 400 miliardi di dollari supplementari sui prossimi 20 anni per limitare l'incremento della temperatura globale a due gradi, obiettivo che richiede di ridurre le emissioni di CO2 del 50% entro il 2050».

Tagli delle emissioni che si traduce nel limitarle a 26 gigatonnellate per il 2030, laddove senza interventi secondo l'aie per quella data avranno raggiunto quota 41 gigatonellate.
Il miglioramento dell'efficienza avrebbe la quota più consistente in questo sforzo, seguito dal'utilizzo di rinnovabili, dal nucleare e dai sistemi di stoccaggio del CO2.

09 Luglio 2009

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