Il Canada ha avviato i lavori per la produzione su larga scala di biocombustibili da microalghe.
Il National research council institute for marine biosciences (Nrc-Imb) di Halifax (Nova Scotia) ha annunciato uno stanziamento di cinque milioni di dollari canadesi (quattro milioni di euro) per un impianto pilota con una produzione di 50.000 litri.
Secondo le stime dell'Nrc dovrebbe essere possibile passare ad impianti commerciali, con immissione in rete del biocombustibile, entro 5-10 anni.
Una importante differenza di questo progetto rispetto agli altri già avviati a livello internazionale è la localizzazione: i ricercatori cercheranno di individuare ceppi locali di alghe particolarmente adatti a determinate aree dell'America settentrionale.
Essendo già acclimatate all'ambiente naturale, cresceranno con maggiore facilità, e soprattutto si eviteranno i rischi ecologici legati all'importazione di specie "esotiche".
Al progetto hanno collaborato il Nrel (National renewable energy laboratory) e il Sandia national laboratories, entrambi del Dipartimento per l'Energia degli Stati Uniti.
Secondo i ricercatori con acqua, anidride carbonica e poco più, le alghe saranno in grado di trasformare la luce solare in energia che potrà essere usata per produrre combustibili.
La fonte di energia per queste coltivazioni è infatti l'anidride carbonica: questa tecnologia quindi non solo produce combustibili in modo ecocompatibile, ma contribuisce a ridurre la CO2 già presente nell'atmosfera.
18 Giugno 2010