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Alimenti, l'etichetta d'origine ora è legge

La votazione all'unanimità in Commissione agricoltura della Camera ha approvato il ddl 2260. Prevede l'obbligo di indicare la provenienza dei cibi

Via libera alle etichette d'origine obbligatorie per tutti i prodotti alimentari. Il ddl 2260 è legge dopo la votazione all'unanimità in Commissione agricoltura della Camera.

Niente più pubblicità con le immagini della Sicilia per il succo d'arancia se la materia prima arriva dal Brasile; vale anche per le mozzarelle associate al Golfo di Napoli, se arrivano dalla Germania.

Il provvedimento che tutela il made in Italy, in sette articoli, prevede l'obbligo di indicare la provenienza dei cibi per i prodotti trasformati e non, lungo tutta la filiera e quindi in ogni fase della produzione, dai campi agli scaffali.

Obbligatoria anche l'indicazione dell'eventuale presenza di ogm. Tuttavia l'attuazione della legge richiederà altro tempo: necessari decreti attuativi per ogni prodotto, filiera per filiera.

Finora le etichette d'origine in Italia era obbligatorie solo per uova, latte fresco, carne bovina, carne di pollo, passata di pomodoro, olio extra vergine di oliva e miele. Presto lo saranno per tutti gli alimenti.

Per i prodotti non trasformati il luogo d'origine riguarda il Paese di produzione; per quelli trasformati dovranno essere indicati il luogo dell'ultima trasformazione sostanziale e quello di coltivazione o allevamento della materia prima agricola prevalente utilizzata.

Entro sessanta giorni dall'approvazione della legge dovranno essere emanati i decreti da parte dei ministeri dello Sviluppo economico e delle Politiche agricole.

Con gli stessi decreti saranno definiti i prodotti alimentari soggetti all'obbligo dell'indicazione relativi a ciascuna filiera. Chi immette in commercio prodotti privi dell'indicazione d'origine rischia una sanzione fino a 9.500 euro.

L'articolo centrale della legge è il numero 4 sull'etichettatura dei prodotti: stabilisce l'obbligo di «riportare (...) l'indicazione del luogo di origine o di provenienza e (...) dell'eventuale utilizzazione di ingredienti in cui vi sia presenza di ogm in qualunque fase della catena alimentare» per i prodotti alimentari «trasformati, parzialmente trasformati o non trasformati».

19 Gennaio 2011

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