Riunire i saperi tradizionali per dare risposte sostenibili alle criticita' che interessano oggi il Pianeta.
Questo è l'obiettivo dell'Istituto per le conoscenze tradizionali, una grande banca della Terra che mette a disposizione di governi, amministrazioni pubbliche e cittadini, tecniche che si perderebbero senza un'attiva azione di conservazione e valorizzazione.
L'International traditional knowledge institute, che avrà sede nel comune di Bagno a Ripoli vicino a Firenze, è un organismo voluto dall'Unesco per raccogliere le centinaia di migliaia di soluzioni antiche, ma ancora attuali, per contrastare la desertificazione, la mancanza d'acqua, le frane, lo spreco energetico.
«L'Istituto che nasce sotto l'egida Unesco sarà l'acceleratore di un cambiamento di cui si vedono già i segnali - ha commentato il sindaco di Bagno a Ripoli, Luciano Bartolini - Noi siamo orgogliosi di ospitare la sede del centro, ma anche di partecipare attivamente alla sua realizzazione».
Gli esempi pratici che utilizzano antichi saperi, illustrati dai promotori dell'Istituto, riguardano ad esempio le nostre case: abitare in una casa costruita o ristrutturata con le malte tradizionali invece che con il cemento e i prodotti sintetici dimezza le emissioni di gas serra e la bolletta elettrica degli appartamenti moderni.
O anche il modo di coltivare: lavorare le zone aride utilizzando per l'irrigazione una rete di gallerie orizzontali, come si faceva nelle oasi del Sahara o in Cina, evita lo spreco di 300 metri cubi di acqua per ettaro al giorno e taglia 13 tonnellate di anidride carbonica all'anno sullo stesso ettaro di campi.
14 Maggio 2010