Esperienze

Un satellite per scrutare l'ambiente d'Europa

Servirà per gestire le calamità e per osservare cambiamento climatico. Il Parlamento europeo ha approvato un finanziamento da 107 milioni di euro

Giungere il prima possibile a gestire meglio ogni eventuale evento disastroso (terremoti, inondazioni, gravi fenomeni di inquinamento eccetera) possa verificarsi in Europa, con vantaggi per la sicurezza delle popolazioni e per l'ambiente.

Con questo scopo il Parlamento Europeo ha dato il via al sistema di monitoraggio satellitare Global monitoring for environment and security (Gmes), approvandone il finanziamento per 107 milioni di euro.

Ulteriori 209 milioni di finanziamenti per la gestione di questa prima fase d'avvio (che durerà il triennio 2011-2013) sono stati stanziati dall'Unione europea nell'ambito del VII Resarch framework programme.

Obiettivo del Gmes è quello di fornire dati dettagliati in merito alla sicurezza ambientale, così da favorire l'azione delle istituzioni locali, regionali o nazionali nella gestione delle emergenze.

I dati raccolti dal Gmes saranno messi a disposizione gratuitamente e conservati dall'Unione Europea, mentre oggi in gran parte provengono da satelliti americani.

Oltre a una più efficace gestione delle emergenze legate al verificarsi di calamità, l'impiego del monitoraggio satellitare potrà anche essere utile per controllare l'evoluzione dei fenomeni legati al cambiamento climatico.

E anche per supportare le decisioni dei responsabili politici in materia di agricoltura, foreste, energia, sviluppo urbano, infrastrutture o trasporti.

Insomma, in prospettiva il Gmes (che dovrebbe entrare nella piena operatività nel 2014) dovrebbe essere uno strumento utile a promuovere l'innovazione, la ricerca e lo sviluppo tecnologico, a sostegno della biodiversità, della gestione degli ecosistemi e della mitigazione dei cambiamenti climatici.

21 Giugno 2010

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