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Foreste, in 20 anni milioni di ettari distrutti

L'Apat indica tra le cause principali del disastro la trasformazione d’uso della terra e il taglio illegale degli alberi

Ogni anno, in tutto il mondo si perdono 13 milioni di ettari di foreste e nel periodo tra 1984 e 2004 ne sono stati distrutti addirittura 250 milioni, otto volte la superficie territoriale italiana. Un fenomeno che riguarda in particolare i Paesi tropicali, dal Brasile all’Indonesia, dalla Papua New Guinea al Congo. Solo negli ultimi quattro mesi del 2007 sono stati distrutti 700 mila ettari di foreste in Brasile (di cui la metà nella zona del Mato Grosso) e si ipotizza che nel 2008 la situazione potrebbe peggiorare.

Cifre disastrose, emerse nel corso del workshop tenuto ieri all’Apat (Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici), durante il quale si è discusso della deforestazione e delle sue cause complesse e intricate.

Uno dei fattori principali che determinano la deforestazione globale è sicuramente la trasformazione dell’uso delle terre, avvenuta alla luce dell’aumento dei prezzi sul mercato dei prodotti agricoli. Le foreste vengono eliminate per cedere il posto a coltivazioni di soia, palma da olio, colture per gli allevamenti animali, colture per la produzione di bio-diesel o etanolo da destinare all’autotrazione in sostituzione delle fonti fossili, ma anche strade, miniere e infrastrutture urbane.

C’è poi un altro fattore: il taglio e il commercio illegali di legname. Proprio per contenere quest’ultimo fenomeno, la Commissione Europea ha emesso l’iniziativa Flegt (Forest law enforcement governance and trade), che attende di essere implementata in Italia e in Europa. Occorre ricordare che il nostro Paese è il sesto importatore al mondo, il secondo in Europa, di legname tropicale.

Il taglio indiscriminato delle foreste su scala globale ha un ruolo importante sull’accumulo in atmosfera dei gas serra, i principali imputati dei cambiamenti climatici. Il Quarto Rapporto di Valutazione dell’IPCC (Intergovernmental panel on climate change) dice che negli ultimi cinque anni ben 1,6 miliardi di tonnellate di carbonio sono state immesse in atmosfera a causa della deforestazione e degradazione delle foreste: quantità pari al 20% delle emissioni totali provocate dall’uomo.

«Riducendo il tasso annuale di deforestazione di un modesto 20 percento rispetto all’attuale — sostiene Andrea Todisco, direttore del Dipartimento Difesa della Natura di Apat — e considerando un prezzo sui mercati internazionali di una tonnellata di carbonio pari a 30 dollari USA, il valore annuale della “deforestazione evitata” è di 30-40 miliardi di dollari USA l’anno, ossia la metà del valore dell’assistenza umanitaria per i paesi in via di sviluppo».

 

 

 

 

05 Giugno 2008

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