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Qualità dell'ambiente urbano, ecco i dati di Apat

Presentato il IV rapporto dell'Agenzia: calano le emissioni da trasporto e aumenta il verde pubblico. Ma la qualità dell'aria cittadina rimane critica

In calo le emissioni da trasporto nelle città italiane anche se la qualità dell’aria rimane critica. Buone notizie, invece per il verde pubblico con l’eccellenza di Verona e i migliori progressi per Cagliari e Napoli.

Questi i dati principali che emergono dal IV Rapporto Apat (Agenzia protezione ambiente e territorio) sulla Qualità dell’Ambiente Urbano, presentato nella sede romana dell’Agenzia alla presenza del presidente dell’Apat, Giancarlo Viglione, del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, del presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, del sindaco di Cagliari, Emilio Floris e di quello di Genova, Marta Vincenzi .

Le città italiane sono sempre più verdi. Aumentano per i cittadini e gli animali i polmoni verdi nelle aree urbane del Belpaese. Il verde pubblico mostra un incremento in tutte le 24 città italiane sopra i 150mila abitanti, con l’eccezione di Messina: Napoli ottiene i risultati migliori, con una crescita del 19,5% tra 2000 e 2006, seguita da Cagliari con l’8%. Valori molto bassi invece a Taranto, Foggia, Messina, Bari e Reggio Calabria.

Continua a crescere il numero dei veicoli anche se in modo non omogeneo. Dal 2000 al 2006, Milano registra un calo del 9%, mentre in molte città del sud cresce il numero di auto, in linea col trend nazionale: Taranto aumenta del 10,8% mentre Napoli fa eccezione, con una diminuzione del 6,0%. Tra le 24 città, Roma, è quella con più auto ogni mille abitanti anche se nell’ultimo anno scende a 699 veicoli (-4,5%); a Nord il record spetta a Modena, con 651 vetture e al sud il valore maggiore è quello di Catania (680).

Aumenta, però, anche il numero di auto a basse emissioni, con le Euro 4 che superano il 10% in tutte le città, con il valore più alto a Roma (24,6%), dove in sei anni sono aumentate del 129%. La quota di veicoli commerciali leggeri più vecchi e inquinanti (pre-Euro) scende al di sotto del 20% in quasi tutte le città del centro nord mentre al sud oscilla ancora intorno al 30%. Sempre di più anche le auto a gasolio, con percentuali sopra il 30% a Torino, Parma, Roma, Foggia, Bari e Taranto, come quelle di grossa cilindrata, che a Milano sono ormai l’11% del totale e a Brescia il 10,5%. In quest’ottica diventa sempre più importante proseguire con il risanamento della qualità dell’aria, per il quale sono stati presentati piani appositi in 11 delle 13 regioni dove ricadono le 24 città; interventi centrati soprattutto sui “trasporti”, visto che nel 2005 i valori limite degli inquinanti sono stati superati in quasi tutte le aree urbane.

Infatti, i dati sulle emissioni di PM10 dimostrano che il “trasporto su strada” è il principale fattore di inquinamento in 19 delle 24 città considerate. In 11 città il suo apporto supera il 50% del totale e a Roma, Torino e Messina è superiore al 60%. Anche per quanto riguarda gli ossidi di azoto (uno dei precursori di quella parte di PM10 che si forma in atmosfera), in 18 città la metà o più delle emissioni sono dovute al traffico, con eccezioni a Venezia e Taranto, dove l’industria fa la parte del leone.

Le emissioni totali di PM10 diminuiscono in tutte le città rispetto al 2000. In particolare, il contributo del settore “trasporti su strada”, pur rimanendo la principale fonte di emissioni nella maggior parte delle città, ha registrato decrementi significativi: dal 29% di Prato all’82% di Brescia. Andamento analogo per ossidi di azoto ed ossidi di zolfo. Anche le stime delle emissioni 2005 di monossido di carbonio, benzene e ammoniaca derivanti dai trasporti, risultano inferiori a quelle relative all’anno base 2000.

Ha chiuso i lavori il ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Alfonso Pecoraro Scanio, il quale parlando del Rapporto ha sottolineato come «la fase della diffusione delle informazioni sia rilevante almeno quanto quella dell’elaborazione e la conoscenza sia un elemento essenziale per affermare un sistema più sostenibile per l’ambiente, oltre che fondamentale per coinvolgere i cittadini come attori principali nel cambiamento del tipo di sviluppo cui dobbiamo necessariamente tendere, se vogliamo salvare il Pianeta e migliorare la nostra qualità della vita».

 

11 Marzo 2008

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