In Italia, e soprattutto in aree densamente popolate come la Pianura padana, il principale allarme inquinamento deriva ormai dal particolato.
"Il problema del nostro Paese non è infatti più quello delle emissioni di CO2, i cui effetti sono globali e di lungo termine, quanto le emissioni di Pm10 dagli impianti di riscaldamento e dalle auto".
E oltre al rischio per la salute, c'è anche quello legato al frequente superamento dei limiti europei con la prospettiva di incorrere in sanzioni di diverse miliardi di euro.
"In questo quadro allarmante, particolare attenzione deve essere posta sulle grandi centrali elettriche, che possono dare un grande contributo a migliorare la qualità dell'aria, attraverso l'uso dell'elettricità al posto di gas, gasolio, biomasse nel riscaldamento".
Questo, in sintesi, quanto afferma lo studio "Centrali elettriche e qualita' dell'aria nella Pianura padana'"di Nomisma Energia, presentato a Roma nella sede del Gse (Gestore dei servizi energetici).
Per affrontare il problema del superamento dei limiti, le Regioni si sono dotate di piani di qualità dell'aria, "tutti con misure sostanzialmente simili e poco efficaci, concentrate soprattuto nei trasporti", segnala lo studio.
Da qui, afferma Nomisma, "la necessità di verificare nuove azioni come una maggiore diffusione dell'energia elettrica negli usi finali, spostando la produzione di energia a monte in grandi impianti termoelettrici", dove il controllo degli inquinanti "è più semplice".
18 Maggio 2010