Scioglimento ghiacci? Dipende solo dal vento

Questa la conclusione di uno studio giapponese che ha preso in esame le distese dell'Artico. In larga parte non è conseguenza diretta del global warming

Lo scioglimento dei ghiacci artici che negli ultimi anni ha registrato ritmi record dipende in larga parte dai terribili venti che soffiano nella regione e non è conseguenza diretta del riscaldamento globale.

Lo afferma un studio giapponese (ripreso da Apcom) in via di pubblicazione sua rivista scientifica Geophysical research letters. Il vento che spazza via il ghiaccio spiega circa un terzo della perdita della calotta artica registrata dal 1979 a oggi, secondo lo studio, che non mette in dubbio lo scioglimento dei ghiacci causato dal riscaldamento globale, quanto piuttosto la tesi secondo cui la regione ha superato un "punto di non ritorno" climatico e subirà un'accelerazione della perdita di ghiaccio nei prossimi anni.

I risultati della ricerca contribuiscono a spiegare la massiccia perdita di ghiaccio nelle estati del 2007 e del 2008, che alimenta la previsione che l'Artico sarà libero dai ghiacci entro una decina d'anni. Circa la metà della perdita massima di copertura ghiacciata a settembre di ogni anno dipende da cambiamenti del vento, afferma lo studio.

Masayo Ogi, ricercatrice dell'Agenzia giapponese per la Scienza e la tecnologia terrestri e marine di Yokohama, e i suoi colleghi hanno studiato il comportamento dei venti sull'Artico dall'inizio delle misurazioni via satellite della calotta polare, nel 1979.

Hanno scoperto che i cambiamenti nei venti, ad esempio quelli estivi che soffiano in senso orario sul mare di Beaufort, sembrano coincidere con gli anni in cui la perdita della calotta polare è più elevata.

Gli scienziati nello studio ipotizzano che questi venti abbiano spinto grandi quantità di ghiaccio artico verso sud, attraverso lo stretto di Fram, che separa la Groenlandia dalle Svalbard e porta alle acque più calde del Nord Atlantico.

Si tratta di venti che sono aumentati di recente, un fatto che potrebbe spiegare in parte l'accelerazione dello scioglimento dei ghiacci. "Le variazioni annuali, provocate dal vento, nel flusso di ghiaccio verso e attraverso lo stretto di Fram giocano un ruolo importante nel modulare l'estensione della superficie ghiacciata a settembre su base annuale" si legge nello studio.

"La tendenza ad un aumento del flusso provocato dal vento ha contribuito al calo della copertura estiva del ghiaccio marino artico". "Sia i venti estivi sia quelli invernali hanno soffiato il ghiaccio fuori dall'Artico attraverso lo stretto di Fram nel periodo 1979-2009". Ma anche il riscaldamento dell'acqua e dell'aria hanno contribuito alla perdita di ghiaccio, secondo Ogi.

23 Marzo 2010

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