Le automobili elettriche o ibride potranno arrivare nel 2020 a una quota del 10% del mercato europeo. A condizione che vengano adottate adeguate politiche di incentivazione.
Lo afferma il rapporto "Electric cars: charged with potential", realizzato dalla Royal academy of engineering britannica.
Il vantaggio principale delle auto elettriche, oltre agli aspetti ecologici e ambientali, consiste in un grande risparmio per gli automobilisti: secondo gli autori dello studio, già oggi si possono percorrere 160 chilometri con appena due sterline (due euro e 30 centesimi).
I limiti che ancora ostacolano il settore sono invece innanzitutto i costi delle colonnine per la ricarica (quasi 6.000 euro l'una) e delle batterie al litio, oltre all'autonomia ridotta (circa 160 km). Inoltre sarà necessario uniformare a livello internazionale gli standard per quanto riguarda le prese e spine elettriche e i pagamenti.
Infine il tempo di ricarica è di sei-otto ore. La società californiana Better Place ha pensato a una soluzione per cui in ogni pompa di benzina l'automobilista possa, anziché ricaricare la propria batteria, prenderne una carica in cambio della propria da lasciare lì.
Per queste infrastrutture non c'è nessuna fonte canonica di finanziamenti, spiega il rapporto: perciò nel prossimo futuro continueranno a prevalere i veicoli ibridi, più flessibili e indipendenti dalla rete di rifornimento elettrica, rispetto ai modelli puramente elettrici.
La disponibilità di materie prime non è invece un problema: secondo il rapporto le riserve mondiali di litio sono sufficienti per un miliardo di batterie. Questo vuol dire che l'esaurimento del materiale non è imminente. Inoltre si possono pensare batterie di piombo, nichel, sodio e zinco.
27 Maggio 2010