Se le maggiori aziende del mondo fossero tenute a risarcire il disagio ecologico connesso alla loro attività, perderebbero più di un terzo dei loro utili.
A dirlo è uno studio commissionato dall'Onu alla società britannica Trucost, che rivela come nel 2008 il danno ambientale combinato abbia addirittura raggiunto i 2.200 miliardi di dollari, superando il livello del Pil mondiale prodotto nello stesso periodo, tolti sette paesi.
Sempre secondo la ricerca, più della metà del totale è rappresentata dalle emissioni di gas serra; mentre altri grossi costi sono invece legati all'inquinamento dell'aria a livello locale, come le emissioni di polveri sottili, oltre che all'eccessivo sfruttamento e contaminazione delle acque.
Scopo dell'indagine, spiegano i promotori, è di aiutare gli investitori a convincere le aziende a ridurre il loro impatto ambientale, prevenendo in tal modo il ricorso dei governi ad eventuali misure coercitive.
19 Febbraio 2010