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Sulla strada della sicurezza: rincorsa all'Europa

Formazione, informazione e sanzioni I cardini secondo il ministro dei Trasporti, Bianchi: "Con l'aiuto dell'elettronica limitare la velocità"

I trasporti e la sicurezza stradale sono al centro delle politiche del ministero guidato dal professor Alessandro Bianchi, che nell'ultimo anno ha focalizzato l'attenzione sullo sviluppo sostenibile del settore. Più controlli sulle strade, meno incidenti, più trasporti ecosostenibili, meno traffico e meno inquinamento. Un bilancio positivo che si può ancora migliorare.

Quali sono gli obiettivi del Piano generale della mobilità che dovrebbe entrare in vigore nel 2008?

Riportare la politica dei trasporti al centro dell'azione del governo, invertendo la tendenza a concentrare l'attenzione sulla realizzazione di opere infrastrutturali al di fuori di un pre-definito scenario programmatico e del relativo quadro di concertazione istituzionale. Il nostro obiettivo è di garantire ai cittadini e alle aziende un sistema di mobilità efficiente, sicuro, sostenibile e integrato.

Si è parlato molto di sicurezza stradale e se ne continua a parlare anche nel Piano generale della mobilità. Dall'inizio dell'anno la situazione sulle strade è migliorata. La percentuale di incidenti mortali è diminuita?

Sì, con l'inasprimento delle sanzioni introdotte dal Decreto legge di agosto, convertito in legge ad ottobre, la percentuale di incidenti mortali è diminuita del 10%. Siamo ancora lontani dall'obiettivo europeo di dimezzare il numero delle vittime sulle strade entro il 2010, ma siamo riusciti ad imporre un'inversione di tendenza. Per raggiungere quel traguardo dobbiamo lavorare ancora sulle sanzioni, come stiamo facendo con il Ddl all'esame del Parlamento, ma soprattutto sulla formazione, in modo particolare dei più giovani; sull'informazione e soprattutto sui controlli.

Le restrizioni alla vendita di alcolici e i controlli della polizia stradale hanno avuto risultati concreti? È necessario migliorare la rete?

Tutte le disposizioni, le sanzioni più severe introdotte sino ad oggi hanno contribuito a migliorare i livelli di sicurezza sulle strade. Sappiamo che il 70% degli incidenti è riconducibile a responsabilità diretta dei conducenti e solo il 30% ad eventi esterni. Tra le cause più comuni, come i fatti di cronaca degli ultimi mesi hanno confermato, insieme al superamento dei limiti di velocità e alla distrazione causata dall'utilizzo di strumenti elettronici come il telefonino, c'è la guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti. Abbiamo chiesto al ministero dell'Interno uno sforzo eccezionale per aumentare le pattuglie sulle strade, unica via per garantire il rispetto delle sanzioni che abbiamo inasprito negli ultimi mesi. La risposta c'è stata. Nel 2007 siamo passati da 180 mila a mezzo milione di controlli. Nel 2008, anche grazie alla disponibilità di ottocentomila nuovi etilometri che il ministero dei Trasporti ha comprato e messo a disposizione di Polizia e Carabinieri, pensiamo di arrivare a due milioni e mezzo di controlli. Così ci avvicineremo nei numeri ai Paesi europei di punta, che oggi già effettuano cinque milioni di controlli ogni anno.

Il Piano prevede anche una sezione dedicata alla riduzione dell'inquinamento, alla gestione del traffico dei cittadini?

L'utilizzo ancora prevalente da parte dei cittadini dei mezzi privati per recarsi a lavoro e il dato che in Italia ancora l'80% delle merci viaggia su gomma, pesa in modo rilevante sulla salvaguardia dell'ambiente. Nelle Finanziarie sino ad oggi approvate da questo governo abbiamo riservato importanti risorse sia al miglioramento del trasporto pubblico locale, a favore dei 13 milioni di pendolari che ogni giorno si muovono sul territorio nazionale, che allo sviluppo delle autostrade del mare, una modalità di trasporto sostenibile sulla quale il nostro Paese, immerso nel mare, dovrà sempre più puntare. Si tratta di azioni che consentiranno di contribuire in misura rilevante a migliorare la qualità dell'ambiente. La nostra attenzione per la salvaguardia dell'ambiente è davvero massima. Non a caso, come si diceva, uno dei tre requisiti basilari del nuovo Piano generale della mobilità è proprio la sostenibilità.

Ritiene valida la proposta di abbassare la velocità massima consentita sulle autostrade per ridurre l'inquinamento? Cosa farà il ministero in proposito?

Penso che i limiti di velocità previsti oggi sulle autostrade siano adeguati. In futuro si potrebbe immaginare di modificare i limiti in particolari condizioni ambientali o in determinati orari e giorni della settimana. Con l'aiuto dell'elettronica, di segnali luminosi in grado di indicare la variazione temporanea dei limiti o addirittura di strumenti capaci di far interagire, "dialogare" l'automobile con l'infrastruttura, si tratterebbe di una strada pienamente percorribile e valida per garantire una maggiore sicurezza sulle nostre strade.

Daniela Mogavero

07 Dicembre 2007

Il ministro Alessandro Bianchi
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