E' ancora a livello sperimentale, ma potrebbe diventare un'importante fonte di ricchezza energetica ed economica per l'Italia meridionale.
Produrre elettricità, calore e biocarburanti dalla pianta di cardo è l'obiettivo di una ricerca condotta dall'Unità operativa dell'Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo (Isafom) del Cnr di Catania, diretta da Salvatore Antonino Raccuia.
«Il cardo è una pianta originaria del bacino del Mediterraneo, della cui coltivazione come ortaggio si hanno notizie già al tempo dei romani - spiega Raccuia - Dagli anni '90 questa specie è stata rivalutata come coltura da destinare alla produzione di biomassa per energia».
L'impiego del cardo si adatta particolarmente alle peculiari caratteristiche dell'ambiente mediterraneo, contraddistinto da apporti idrici limitati e distribuiti irregolarmente durante l'arco dell'anno.
L'elevato contenuto di zuccheri presente nelle radici, prevalentemente inulina, offre grandi possibilità d'impiego nel settore energetico. Attualmente in Italia la superficie investita per la produzione di cardo da biomassa a scopo sperimentale, è intorno ai 20 ettari in Calabria, mentre in Spagna la coltura raggiunge circa i 400.
15 Aprile 2010