Esteri

In Bolivia controvertice su cambiamenti clima

Da lunedì 19 aprile presidenti, politici, intellettuali, scienziati e star di Hollywood si uniranno a 15.000 rappresentanti delle popolazioni indigene

Quello che si annuncia come l'evento ambientale di tendenza dell'anno si apre lunedì prossimo in Bolivia.  

Presidenti, politici, intellettuali, scienziati e star di Hollywood si uniranno a 15.000 rappresentanti delle popolazioni indigene e a migliaia di associazioni locali per discutere il cambiamento climatico in una delle nazioni più poveri del mondo.

La Conferenza mondiale dei popoli sul cambiamento climatico e i diritti di Madre Terra, che si terrà fino a giovedì 22 aprile nella cittadina boliviana di Cochabamba, non avrà alcuna influenza sui negoziati Onu sul clima che impegnano 192 Paesi.

Ma il presidente boliviano Evo Morales spera che dia voce ai popoli più poveri della Terra e spinga i governi a essere più ambiziosi dopo il fallimento del vertice di Copenaghen.

Morales annuncerà, in occasione del convegno, il più grande referendum mai tenuto a cui parteciperanno fino a due miliardi di persone e che riguarderà le scelte per uscire dalla crisi climatica.

La Bolivia vuole creare anche una carta Onu dei diritti sul clima e istituire un Tribunale internazionale sui crimini ambientale. «L'unico modo per far ripartire il negoziato, non solo per la Bolivia ma anche per la vita nel suo complesso - ha detto l'ambasciatore boliviano alle Nazioni unite Pablo Solon - è riportare la società civile nella trattativa».

Oltre 90 governi manderanno delegazioni a Cochabamba. Sono attesi scienziati come James Hansen, il regista di Avatar James Cameron, il linguista Noam Chomsky, gli attori Danny Glover, Robert Redford e Susan Sarandon.

La conferenza coincide con la celebrazione del decennale della "guerra dell'acqua" di Cochabamba, la rivolta del 2000 contro la privatizzazione dell'acqua nella cittadina, che ispirò una serie di movimenti sociali in tutta l'America latina e contribuì a portare Morales alla presidenza della Bolivia.

14 Aprile 2010

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