Esteri

Bonaire: l’isola caraibica a idrogeno e biodiesel

Il territorio delle Antille olandesi produrrà energia grazie a un impianto a eolico e biodiesel. Entro il 2010 sarà alimentata da fonti naturali

Bonaire sarà la prima isola caraibica interamente servita da energia sostenibile. L'isola delle Antille olandesi, che si trova a circa 80 km a nord delle coste venezuelane, si alimenterà grazie a un impianto combinato a energia eolica e biodiesel.

Il progetto contempla la realizzazione di una struttura composta da tredici turbine eoliche, che produrrà il 40% dell'energia totale, e una centrale elettrica a biodiesel che fornirà elettricità per la restante parte dell'isola. La prima turbina eolica lavora a pieno regime già da cinque mesi e si prevede che il progetto verrà portato a termine entro la prima metà del 2009, costruendo le restanti dodici turbine sulla costa nord orientale dell'isola, la parte più esposta al vento.

Ogni turbina può generare 0,8-0,9 Mw, cosicché l'intero parco eolico da solo potrebbe soddisfare il fabbisogno energetico di Bonaire. La nuova centrale a biodiesel, invece, con una potenza di 13 Mw, verrà realizzata nell'area nord occidentale, proprio accanto al Bopec, raffineria petrolifera che negli ultimi anni ha destato non poca preoccupazione in materia di sicurezza, portando le autorità locali a dettare il divieto di balneazione attorno alla piattaforma.

Inizialmente l'impianto sarà alimentato con combustibile fossile, ma è in fase di realizzazione la sperimentazione su biodiesel ricavato da alghe, così da alimentare tutto l'impianto con biocombustibile dopo due o tre anni dalla sua messa a regime. Si prevede che entro il 2010 Bonaire ricaverà tutto il suo fabbisogno energetico da fonti naturali. A realizzare l'opera è la Evelop, società del gruppo Econcern, operante nel settore delle energie alternative e del risparmio energetico.

Grazie a questo progetto verrà maggiormente preservata questa vera e propria riserva naturale di fenicotteri, più di 195 specie di uccelli, spiagge e grotte rifugio di un piccolo gruppo di tartarughe e scogliere dove sorge la più ricca barriera corallina delle Antille olandesi. Il progetto offrirà un motivo in più per preferire questo atollo ad altri altrettanto belli: la possibilità di incentivare un turismo eco-compatibile.

Cristina Califano

22 Febbraio 2008

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