Ruoteperaria

Economico, ecologico praticamente illegale

Il car sharing attivo in Italia da dieci anni ma non c’è nessuna normativa specifica. In Parlamento un testo che definisce l’attività è fermo da tempo

Attivo in Italia da quasi dieci anni, il car sharing è ancora a caccia di un'identità legislativa. Posta (forse inconsciamente) come un semplice noleggio auto, la condivisione del mezzo a motore si è andata via via affermando lungo lo Stivale partendo da Milano dove nel 2000 ci fu il primo esperimento targato Legambiente.

Il servizio è semplice: la spesa globale per l'utente è somma di un costo fisso e un costo variabile legato all'utilizzo del servizio. Il primo include una quota di abbonamento da versare annualmente o mensilmente; il secondo è legato alla classe e all'utilizzo del veicolo, alla fascia oraria di uso più eventuali servizi supplementari, e include i costi per il carburante.

Una strategia seguita dagli automobilisti per risparmiare denaro, ma non solo. Grazie al car sharing, infatti, l'abbattimento di polveri sottili immesse nell'aria è stato più che tangibile. Attualmente, però, il vuoto normativo non definisce in dettaglio chi può erogare il servizio, che vantaggi ha l'utente che condivide un'auto e quali siano le responsabilità civili e penali.

I primi passi per colmare questo gap sono stati compiuti lo scorso marzo, grazie a un disegno di legge presentato dal senatore del Popolo della Libertà Enrico Musso. Il testo, fermo da oltre un anno in Senato, vuole colmare l'attuale vuoto legislativo fornendo un quadro di riferimento che garantisca l'iniziativa privata, prevedendo procedure di attivazione semplici e allo stesso tempo assicurando la tutela dei cittadini.

Un'accelerata al ddl firmato da Musso è recentemente arrivata dal ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta sceso in campo contro le "auto blu". Dopo un monitoraggio che ha rilevato il numero di mezzi assegnati in uso esclusivo e non, il numero e la qualifica degli assegnatari delle auto come di quelle utilizzate per specifiche esigenze degli uffici, il numero degli autisti e addetti al parco auto, il costo comprensivo di carburante e il chilometraggio, Brunetta ha pensato di presentare un decalogo che prevede la condivisione in car sharing al posto dell'acquisto insieme ad altre limitazioni. L'obiettivo previsto è quello di raggiungere un risparmio di due miliardi in tre anni.

Dario Cirrincione

29 Settembre 2010

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