In Australia è legge la carbon tax. Dopo l'ok della Camera anche il Senato ha espresso parere favorevole sull'iniziativa che prevede il pagamento di un'imposta di 23 dollari australiani per ogni tonnellata di CO2 emessa dalle 500 aziende più inquinanti del Paese.
Il provvedimento entrerà in vigore a luglio 2012 e rappresenta solo uno step di avvicinamento al sistema di mercato delle emissioni, del tipo "cap and trade", che dovrebbe essere introdotto nel 2015. Il meccanismo definitivo prevede che venga fissato un tetto massimo di CO2 da emettere su scala nazionale, che un'Autorità nazionale provvederà poi a suddividere tra le varie aziende.
Le quote saranno quantificate in “crediti di carbonio”, che potranno essere commercializzati. In altri termini, le imprese che non riusciranno a mantenersi entro il proprio tetto massimo, dovranno acquistare crediti da quelle che avranno “risparmiato” emissioni. Fino ad allora, comunque, il sistema di contenimento delle emissioni in vigore sarà quello appena approvato al Parlamento.
I “grandi inquinatori” che dovranno sborsare l'imposta sui gas serra sono per lo più produttori di carbone, imprese siderurgiche, compagnie aeree. L'Australia è la nazione con il valore pro capite più alto di emissioni di gas serra, dovute soprattutto alla forte peso del coke nella produzione di energia elettrica. Il governo si è impegnato a ridurre le emissioni del 5% rispetto ai livelli del 2000 entro il 2020.
09 Novembre 2011
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