Focus

Energia, l’eterno ritorno del carbone

Un mercato più vitale di quello del petrolio grazie a potenze emergenti, agli Usa e a tecnologie che promettono di neutralizzare l’anidride carbonica

Ccs, acronimo che sta per Carbon capture and storage dietro cui si cela una delle tecnologie più controverse del nostro tempo, alla quale in molti guardano con interesse. Governi per primi.

C'è in ballo persino un premio Nobel, Steven Chu, nominato nientemeno che da Obama in persona; l'Unione europea dal canto suo, imbrigliata nell'obiettivo del 20-20-20, punta proprio su questa tecnologia per farvi fronte.

Provando a tradurre inglese e scienza e semplificando inevitabilmente, Ccs sta per noi italiani in Cattura e stoccaggio della CO2, tecnologia che consente nel catturare le emissioni di anidride carbonica al camino dei grandi impianti industriali e, dopo averla compressa fino alla liquefazione, trasportarla e pomparla nel sottosuolo - a circa 1000 metri di profondità - e lì intrappolarla per sempre. Una volta prigioniera, in quanto gas che interagisce con l'acqua e le rocce, si mineralizzerà dando vita a nuove rocce con tempi davvero geologici.

Basilare la scelta del sito di stoccaggio; i più indicati sembrerebbero giacimenti di carbone troppo profondi per l'estrazione o acquiferi salini, formazioni sotterranee di sale intrise di acqua. E nel mondo scientifico è aperto il dibattito sui rischi di una tecnica che a qualcuno può ricordare la pratica della polvere sotto il tappeto.

Certo è che i governi si stanno dando da fare, vedendo in questa tecnologia, se non proprio una panacea ai mali del mondo industriale, almeno un aiutino. L'Europa infatti è decisa ad autorizzare entro il 2015 dodici impianti dimostrativi in vari Paesi, Italia compresa.

Applicando la Ccs su scala industriale il Vecchio continente punta a ridurre considerevolmente le emissioni globali di CO2, la lotta alle quali costa circa 60 miliardi di euro da investire entro il 2020 più o meno lo 0,5% del Pil europeo.

Il carbone, si sa, è il grande nemico del clima, è il combustibile fossile che produce più anidride carbonica che è la responsabile del riscaldamento globale. Ma oltreoceano di carbone ce n'è parecchio e per gli Usa che, come la Cina, ne hanno immense riserve, la Ccs rappresenta una possibile via d'uscita. O solo un dribbling al problema?

Cristiana Savio

29 Settembre 2010

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