Esperienze

Alta moda e riciclaggio con Carmina Campus

Il brand di Ilaria Venturini Fendi, si dedica alla riscoperta dei materiali da riutilizzare per creare nuove collezioni ecologiche e fashion

La casa di moda eco ha presentato l'11 luglio scorso i risultati più recenti delle sue ricerche nel riciclo applicato alla moda aggiornando così il percorso della collaborazione con Itc (International trade centre), organizzazione dell'Onu e dell'Omc.

Come preannunciato lo scorso febbraio, "Un viaggio in discarica" (progetto incentrato sulla realtà delle discariche africane) è partito con il viaggio di Ilaria Venturini Fendi alla volta del Kenya e dell'Uganda.

Con questo progetto e più in generale con il programma di Ethical fashion, la maison si è posta l'obiettivo di portare qualcosa del know-how di Carmina Campus nei centri dove lavorano i tanti gruppi di persone marginalizzate - soprattutto donne - che attraverso Itc hanno ricevuto formazione ed assistenza tecnica per poter operare con professionalità e serietà.

Ilaria ha esaminato vari materiali riciclati su cui sta compiendo sperimentazioni per poterli impiegare come semilavorati in borse prodotte in Italia, portando avanti la realizzazione di una collezione al 100% made in Africa.

Infatti anche il lavoro con le cooperative degli slums e delle aree rurali di Kenya e Uganda ha fatto grandi passi avanti. Accanto a modelli consolidati come la Message bag, entrano nella linea Africa diversi nuovi modelli che utilizzano materiali riciclati in loco come gli scarti delle tende da safari o dei ricoveri per i rifugiati, ritagli di shuka, i tipici drappi a disegni tartan in cui si avvolgono i guerrieri Masai, di kanga, o di altri tessuti tradizionali africani.

Questi nuovi modelli di cui verranno presentati i prototipi durante Altaroma raccolgono la sfida di una produzione interamente finita in Africa, in grado di reggere il confronto con gli standard qualitativi della moda.

Sono collezioni pensate per il circuito della grande distribuzione che permetteranno di dare grande impulso al progetto e si affiancheranno alle piccole produzioni di pezzi unici artigianali che Carmina Campus realizza in Italia per i suoi clienti selezionati.

Ma il mondo Carmina Campus non è solo Africa. Ispirandosi a Un viaggio in discarica, Carmina Campus ha lavorato sui sacchi neri della spazzatura per il gruppo delle Save bags, doppiando il materiale come se fosse pelle, dandogli spessore e un aspetto crespato e vissuto, adatto a shopping bordate in cuoio e borse da postino.

Su questo modello c'è un'inedita operazione di recupero, l'innesto di una borsa vintage in pelle perfettamente integra. Anche metaforicamente, il sacco non è più il contenitore per tutto ciò di cui ci vogliamo liberare, ma il supporto per incorporare e recuperare un oggetto che torna a una nuova vita.

"Save waste from waste" è il motto che si applica a questa linea, spesso riportato sulle borse. È l'idea che salvare i rifiuti dai rifiuti e dallo spreco equivale a pensare a un mondo in cui molto, se non tutto, possa rigenerarsi.

Infine non è diventata un rifiuto l'opera di Ugo Nespolo che Campari Italia ha commissionato per i suoi 150 anni e recuperato dalla volta della stazione centrale di Milano prima dello smaltimento, facendone la nuova materia prima di borse create da Carmina Campus in edizione limitata.

Mentre il riciclo nell'arte è un concetto da tempo diffuso, il riciclo dell'arte sta avendo sviluppi inediti suggeriti dall'emergenza dei tempi e dalla necessità di un futuro più sostenibile.

Presentate durante la moda maschile a Milano, le Campari Anniverary Bags, saranno visibili per la prima volta a Roma in uno spazio dedicato all'aperitivo Campari.

12 Luglio 2010

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