Focus

La bistecca? Inquina come una ciminiera

Per l’Oms il consumo di carne nei Paesi ricchi ha superato i livelli di guardia. Tralasciando l’aspetto emotivo mangiarla ha costi ambientali notevoli

"C'è gente che muore di fame e tu pensi agli animali". Alzi la mano il vegetariano che non si è mai sentito rinfacciare tale malvagità. Ma oggi mangiare carne è una bella responsabilità, soprattutto in relazione alle quantità consumate.

Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità il consumo di carne nei Paesi ricchi ha superato il livello di guardia: a fronte di un fabbisogno di circa 30 chilogrammi di carne all'anno, un americano ne consuma 120 e un italiano da 60 a 80. Tralasciando l'aspetto emotivo della cosa, mangiare carne ha elevatissimi costi ambientali.

Vediamo perché: è appurato che per far crescere di un kg un bovino ne occorrono almeno 10 di foraggio. Una follia alimentare. Tutti quei cereali potrebbero sfamare intere popolazioni invece riempiono le greppie di animali destinati a diventare cibo a loro volta.

Alla riflessione bastino alcuni dati: l'80% della soia e del mais prodotti nel mondo non nutre uomini ma animali che diventano spezzatini sulle tavole dei Paesi ricchi. Paradosso nel paradosso, la maggior parte di questi cereali proviene dalle nazioni del Sud del mondo dove l'80% dei bambini muore di fame.

Sono milioni ormai gli acri di terra del Terzo Mondo destinati a produrre esclusivamente mangime per il bestiame europeo; fa storia la carestia del 1984 che in Etiopia uccise migliaia di persone.

Mentre quella gente moriva di stenti sui nostri teleschermi, il Paese utilizzava i propri terreni per produrre foraggio destinato all'Europa. In Brasile la superficie coltivata a soia supera i 60 milioni di ettari ma è destinata, ancora una volta, alle stalle europee e non ai piatti dei ninos de rua.

Recente l'allarme della Fao (Food and agriculture organization): «per la prima volta nella storia l'umanità ha superato la soglia del miliardo di persone che soffrono la fame». I bovini da allevamento però sono quasi due miliardi.

Secondo il World watch institute, se gli Usa dimezzassero il loro consumo di carne risparmierebbero all'anno tanti cereali da sfamare i 2/3 dell'India. Ma non è tutto.

Per far crescere del solito kg il nostro bovino serve tanta acqua quanta a far galleggiare una nave, 15.000 litri per farlo bere e per irrigare i suoi pasti. Nel mondo almeno un miliardo di persone non ha accesso all'acqua potabile.

Altro aspetto trascurato della bistecca è quello legato all'inquinamento causato dagli allevamenti intensivi. Sono stabilimenti nei quali gli animali sono concentrati in numero elevatissimo e si stima che un allevamento medio produca circa 200 tonnellate di sterco al giorno.

Un sistema che richiede anche ingenti quantità di ormoni, antibiotici, anabolizzanti. In Europa se ne usano allo scopo qualcosa come 5.000 tonnellate e tutti, insieme ai reflui, vanno a finire nelle falde acquifere e in mare. La conseguenza è l'eutrofizzazione delle acque cioè una abnorme crescita della vegetazione acquatica che causa vaste morie di pesci bentonici, deleterie per turismo e pesca.

Un fenomeno ben noto in Italia soprattutto nella zona a sud del delta del Po, tra le più critiche dell'intero Mediterraneo (la maggior parte degli allevamenti da noi si trova al Nord). Un costo decisamente elevato per una piadina al crudo.

C'è dell'altro. Il 29% circa delle emissioni di metano è da attribuire proprio ai bovini. Gli esperti del Foodwatch, una sorta di Federconsumatori tedesca, hanno stimato che il solo allevamento federale è responsabile dell'emissione di 133 milioni di tonnellate di CO2, poco meno di quanto prodotto nell'intera Germania dal traffico automobilistico.

La causa è il metabolismo dei milioni di capi da allevamento, l'anidride carbonica prodotta dai veicoli per il trasporto del bestiame e quella scaturita dal disboscamento.

Tutto questo per cosa? Per sovralimentare il 20% della popolazione del Pianeta, che sfrutta l'80% delle risorse mondiali e che, per contrappasso, muore di patologie - tumori, diabete, infarti - legate all'obesità e all'eccesso di grassi animali, mentre l'altra parte del mondo, saccheggiata, muore perché non ha acqua potabile né terra dal coltivare. Siamo sicuri che un vegetariano pensi solo al benessere degli animali?

Cristiana Savio

21 Settembre 2009

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