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Via libera del Cdm al decreto sulle rinnovabili

Aumentare la produzione di energia da fonti alternative e ridurre gli oneri relativi in bolletta a carico dei consumatori, prevede il decreto

Aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili e ridurre, al tempo stesso, gli oneri relativi in bolletta a carico dei consumatori. Sono questi i due obiettivi che si pone il decreto legislativo per lo sviluppo delle fonti rinnovabili e dell'efficienza energetica che il  Consiglio dei ministri ha approvato oggi in prima lettura, su proposta del ministro per le Politiche europee, di concerto con i ministri dello Sviluppo economico, dell'Ambiente, dell'Economia e delle Politiche agricole. Il decreto ora sarà trasmesso alle commissioni parlamentari e alla Conferenza unificata, per poi tornare al Consiglio dei Ministri per l'approvazione definitiva.

Lo schema di decreto, che recepisce e attua gli obiettivi vincolanti fissati dall'Europa, traduce dunque in misure concrete le strategie delineate nel Piano di Azione Nazionale (PAN) inviato a luglio alla Commissione Europea, per il conseguimento della quota del 17% di fonti energetiche rinnovabili su consumi energetici nazionali. Per il raggiungimento di questo obiettivo, il decreto provvede  alla razionalizzazione ed all'adeguamento del sistema di incentivi per produrre e utilizzare l' energia rinnovabile, per la produzione di energia elettrica e termica; all'individuazione di misure volte all'incremento dell'efficienza energetica nei vari settori di utilizzo dell'energia; alla necessaria semplificazione delle procedure autorizzative; allo sviluppo delle infrastrutture di rete necessarie per il pieno sfruttamento delle fonti rinnovabili. Il provvedimento definisce anche modalità relative alla diffusione delle informazioni, al monitoraggio dell'avanzamento rispetto agli obiettivi.

Tra gli aspetti più rilevanti del decreto c'è la riforma della disciplina dei regimi di sostegno, vale a dire dei sistemi incentivanti. Tale riforma prevede misure volte alla semplificazione nonché alla stabilità nel tempo del sistema. Ottenendo così la riduzione degli oneri in capo ai consumatori e l'armonizzazione con altri strumenti di analoga finalità.

Lo schema di decreto riforma il sistema di incentivazione, in vigore dal 1 gennaio 2013, dopo un congruo periodo di transizione, per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Il sistema prevede per gli impianti di piccola taglia (fino a 5 MW) un meccanismo a tariffa fissa e per quelli di taglia maggiore un meccanismo di aste competitive.  Tale ripartizione sulla base delle taglie degli impianti risponde alla duplice esigenza di dare maggiori certezze ai piccoli investitori e di stimolare, nel contempo, comportamenti più efficienti tra i più grandi.

Lo schema di decreto infine apporta chiarezza in merito ai certificati di origine dell'elettricità prodotta da fonti rinnovabili, che non potranno più essere utilizzati  ai fini del raggiungimento degli obiettivi nazionali di sviluppo delle fonti rinnovabili.

"Con il provvedimento approvato oggi" ha dichiarato il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani "fissiamo definitivamente il nostro programma nazionale  per un impiego efficiente e sostenibile delle fonti rinnovabili. Semplifichiamo le procedure autorizzative - prosegue il ministro -  e incentiviamo la realizzazione di nuove infrastrutture di rete per garantire un'efficienza sempre maggiore del sistema. Nel pieno rispetto degli obblighi comunitari e degli impegni di governo, il nostro obiettivo è accompagnare lo sviluppo delle tecnologie a favore di un mix produttivo più ecosostenibile, a costi sicuramente più competitivi".

30 Novembre 2010

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