Un'inchiesta della Confederazione italiana agricoltori rivela come il prossimo sarà davvero un Natale all'insegna del made in Italy.
Nove concittadini su dieci imbandiranno la tavola con prodotti nazionali, preferiti agli altri per tipicità e legame con il territorio. Le produzioni nostrane infatti, sostiene la stessa indagine, vengono considerate più sicure e di maggior pregio rispetto a quelle provenienti dall'estero, e poi ricordano di più la tradizione natalizia. Il tutto per una spesa complessiva - tra cenone del 24 dicembre e pranzi del 25 e del 26 dicembre - di oltre 3,2 miliardi di euro.
Niente champagne, salmone, ostriche, caviale e poca frutta esotica dunque, in favore di carni, insaccati, formaggi, vino e spumanti delle regioni italiane.
Prevale insomma l'interesse per i prodotti di "nicchia", spesso frutto di tradizioni secolari e di alta qualità; generi direttamente acquistabili nelle aziende agricole attrezzate per la vendita al pubblico e appartenenti alla rete "La spesa in campagna", di cui la Cia è promotrice.
I prezzi sono decisamente più convenienti rispetto a quelli di centri commerciali e altri negozi negozi della città e si può arrivare anche fino a un 30% di risparmio. Gli agricoltori stimano in più di otto milioni gli italiani pronti a questo tipo di spesa per il prossimo Natale, periodo nel quale i costi per la tavola imbandita dei giorni di festa arriveranno a toccare circa il 22,4% di quelli totali.
23 Dicembre 2009