Esteri

Clima, negoziati a Bonn dopo flop Copenhagen

Tre giorni di lavori (da domani a domenica) nella città tedesca per riprendere il discorso dopo il fallimentare vertice danese tenutosi a dicembre

Ripartono domani dalla Germania i negoziati Onu per un'intesa globale sul clima, dopo l'amara delusione del vertice di Copenaghen.

I negoziatori si incontreranno a Bonn per tre giorni, fino a domenica, per la prima sessione ufficiale della Convenzione internazionale Onu sul cambiamento climatico dopo il mezzo fallimento del vertice che avrebbe dovuto produrre un nuovo trattato da sostituire al protocollo di Kyoto.

Il primo compito dei diplomatici sarà di verificare quale posto occupa ora il clima nell'agenda politica mondiale. «Negli ultimi tre mesi l'interesse della politica al cambiamento climatico è andato diminuendo - , spiega Sebastien Genest, un dei responsabili del gruppo ambientalista francese France Nature Environment - Il summit ha provocato un senso generalizzato di fallimento un umore negativo".

A riempire il vuoto hanno pensato gli scettici sul clima e i pragmatisti, che danno priorità agli interessi nazionali ed economici piuttosto che la taglio delle emissioni.

Sul tavolo di Bonn il tentativo di dar vita all'unico esito del vertice: l'accordo di Copenaghen, un testo modesto, frettolosamente messo a punto dai capi di stato e di governo di 28 paesi per evitare il fiasco totale della maratona negoziale, proseguita per dodici giorni a dicembre nella capitale danese.

Il documento fissa un limite di due gradi centigradi al riscaldamento globale e chiama all'azione contro la CO2 Paesi ricchi e poveri. Inoltre l'accordo promette 30 miliardi di dollari per l'adattamento al riscaldamento globale dei paesi più poveri entro il 2012 e fino a 100 miliardi di dollari l'anno dal 2020.

Un testo molto al di sotto del attese per un trattato che regolasse le emissioni dopo il 2012, quando scade la prima fase di Kyoto. I suoi molto critici sottolineano che l'accordo non prevede scadenze e le sue promesse sono volontarie e non vincolanti. Inoltre non è stato adottato alla riunione plenaria della Convenzione, sotto una tempesta di critiche da paesi quali quelli latinoamericani e caraibici.

Finora solo i due terzi dei partecipanti alla convenzione l'hanno sottoscritto. Un tema centrale a Bonn sarà come far accettare l'Accordo di Copenaghen all'intera Convenzione, in modo da sbloccare i finanziamenti.

Ma i negoziatori non potranno evitare quel che è andato storto nella capitale danese: l'estenuante dibattito sui dettagli del testo, la difesa furibonda degli interessi nazionali e la profonda diffidenza dei Paesi poveri nei confronti di quelli ricchi.

«L'incontro sarà molto importante per ricostruire la fiducia nel processo, per ricostruire la fiducia che il modo di procedere in futuro sarà aperto e trasparente da un lato ed efficiente dall'altro» ha detto il responsabile Onu per il clima Yvo de Boer.

08 Aprile 2010

Share |
Il taglio del nastro

Le radici dell’Afghanistan

Il ruolo dell’agricoltura nella "transizione": la fattoria modello a Urdu Khan

Pechino punta a 21 Gw di solare nel 2015

Per sostenere la produzione di pannelli solari e l'eccesso di domanda

L'eco-city cinese accoglie i cittadini

Tianjin è stata costruita su una discarica e ospiterà 350mila abitanti

A Euro2012 vince la sostenibilità

Le maglie di Francia, Croazia, Polonia, Portogallo e Olanda sono più ecologiche

I consumatori pensano all'ambiente

Secondo la ricerca internazionale sponsorizzata dall'Onu a proposito di ecologia

Libano, verdi “caschi blu” all'opera

Forze italiane conducono un’intensa attività di cooperazione civile e militare
Martedì 02 Settembre 2014 12:30:27
chiudi

Recupero password

Inserisci la tua mail e ti
rimanderemo la tua password:

Registrati Hai dimenticato la password