Gli Stati insulari del Pacifico hanno scritto al Consiglio di Sicurezza dell'Onu perchè intervenga per risolvere l'impasse sui negoziati sul clima, paragonando il cambiamento climatico all'invasione di un esercito nemico.
Gli undici Paesi che fanno parte dei Pacific small island developing states hanno scritto ai componenti dell'organismo più potente delle Nazioni unite, che sovrintende alle minacce per la pace mondiale, affermando che il rischio che devono affrontare con l'innalzamento delle acque degli oceani è paragonabile a quello di una guerra.
«Il cambiamento climatico può devastare un paese quanto un esercito invasore» dice l'ambasciatore all'Onu di Nauru, Marlene Moses, presidente del gruppo.
Secondo Moses il Consiglio di sicurezza deve intervenire perchè i negoziati Onu sul trattato vincolante per ridurre le emissioni di gas serra e per il sostegno finanziario ai Paesi poveri sono in stallo.
Oer il gruppo di Paesi il cambiamento climatico contribuisce a gravi carestie e siccità nel Pacifico e sta già provocando rifugiati nelle Vanuatu, in Micronesia, in Papua Nuova Guinea, a Tuvalu e nella Salomone.
La lettera, firmata dagli ambasciatori all'Onu degli undici stati, contiene anhe aspre critiche alla Convenzione Onu sul cambiamento climatico, che ha sponsorizzato il fallito vertice di Copenaghen sul clima a dicembre scorso.
«Se la Convenzione dovrebbe essere il forum privilegiato per sviluppare la risposta globale al cambiamento, i negoziati non sono al passo con la severità degli impatti» ha affermato l'ambasciatore all'Onu della Samoa, Aliioaiga Feturi Elisaia.
21 Maggio 2010