Migrazioni di massa verso nuove città in Scozia, Galles e Nordest inglese per sfuggire a una pesante crisi idrica. Confische governative di terreni per piantare nuovi boschi e costruire impianti ecocompatibili.
Un rapporto realizzato dall'Ufficio governativo britannico per la Scienza, dal titolo "Il futuro dello sfruttamento della terra: ottimizzare nel 21esimo secolo", delinea uno scenario apocalittico per la metà del secolo in corso.
Stilato da 300 scienziati, propone tre opzioni per far fronte a un'emergenza giudicata inevitabile, e tutte tre implicano pesanti iniziative da parte delle autorità, come nuove leggi per bilanciare la proprietà privata con "il pubblico diritto a beneficiare dei prodotti della terra".
I fattori alla base della necessaria rivoluzione nello stile di vita dei britannici sono l'aumento della popolazione di nove milioni previsto per il 2031 e una forte crescita dei nuclei abitativi con una sola persona. Entro il 2050, poi, il riscaldamento del Pianeta avrà trasformato in norma le estati più calde e secche, con una conseguente riduzione dei corsi d'acqua dell'80%.
26 Febbraio 2010