Focus

Clima Europa, tassa su CO2 in alto mare

Il progetto di “carbon tax” era atteso entro l'estate, ma le pressioni dei Paesi contrari (Italia inclusa) sembrano aver avuto effetto dissuasivo

La Commissione europea ha tenuto ieri a Bruxelles un "dibattito d'orientamento" sull'ipotesi di introdurre una nuova carbon tax nell'Ue, con il risultato di aver reso il varo di una proposta in tal senso meno probabile e più lontana nel tempo.

Inizialmente, il progetto era atteso entro l'estate, ma le pressioni dei Paesi contrari, che si sono riverberate anche all'interno della stessa Commissione, sembrano aver avuto effetto.

Diversi Paesi, tra cui l'Italia, hanno forti perplessità sull'opportunità di avanzare ora una proposta di questo tipo, che rischia di aumentare i costi dell'energia in un momento di crisi.

Tra i contrari anche gli Stati membri fortemente dipendenti dal carbone, (come Polonia e Germania), che temono di essere penalizzati più degli altri, perché la tassa peserebbe maggiormente proprio sulle fonti fossili più "sporche".

Altri Paesi, come la Gran Bretagna (che ha una sua carbon tax a livello nazionale) e l'Irlanda, si oppongono più per motivi ideologici: non vogliono riconoscere a Bruxelles la possibilità di entrare nel campo della fiscalità, gelosamente custodito dai governi come competenza esclusiva nazionale.

La Commissione aveva concepito la misura, più che come una nuova tassa, come una revisione dell'attuale sistema di fiscalità dell'energia, che pesa meno sulle fonti più efficienti, come il carbone, e di più su quelle meno efficienti, come il gas.

Secondo la proposta, che per ora sembra essere tornata nel cassetto, la "riconversione" in chiave climatica del sistema di tassazione dell'energia si sarebbe affiancata, senza sostituirlo, al sistema Ets (la "borsa" dei diritti di emissione) come meccanismo per il contenimento e la riduzione dei gas serra.

La nuova carbon tax avrebbe riguardato non l'industria, ma i settori non sottoposti al sistema Ets: agricoltura, turismo, servizi, trasporti.

La tassa, secondo le ultime bozze di Bruxelles, avrebbe dovuto essere di 20 euro per tonnellata di CO2 emessa; più cara, dunque, dei "diritti di emissione" che saranno pagati dall'industria nell'ambito dell'Ets (valutati a 15 euro) a partire dal 2013. Per adesso, comunque, resta tutto allo stadio delle ipotesi.

24 Giugno 2010

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