Focus

Accordo nell'Ue su Copenaghen: vince l'Est

Gli stati più ricchi sosterranno la maggior parte delle spese nella ripartizione degli oneri di sostegno finanziario alle nazioni in via di sviluppo

Si avvicina il vertice di Copenaghen sui mutamenti climatici e l'Unione Europea prende le misure. I 27 riuniti a Bruxelles, infatti, sono riusciti a raggiungere un'intesa sul pacchetto finanziario di sostegno alle nazioni in via di sviluppo.

L'accordo è stato soprattutto il risultato di una mediazione tra le posizioni polacca e tedesca, dopo che il meeting era stato sospeso per consentire un dialogo diretto tra Berlino e Varsavia.

Nello specifico, la Germania era sfavorevole all'introduzione di una clausola, voluta dalla Polonia e da altri otto stati dell'Est, secondo la quale nella ripartizione degli oneri per l'aiuto dei Paesi sottosviluppati si chiedeva di tener conto della «potenza economica» relativa dei singoli stati membri.

Adesso invece, conclusa la vicenda, si sa che i Paesi ricchi pagheranno di più anche se al momento non sono disponibili dati sulle cifre esatte. Canta vittoria il ministro polacco per l'Europa, Mikolaj Dowgielewicz: «Questo accordo è un successo per la Polonia».

La conferenza danese di dicembre avrà un grande ruolo nella ridefinizione degli impegni delle nazioni Onu sul clima, dopo la fine del primo periodo di applicazione del Protocollo di Kyoto, nel 2012. E' per questo che la Commissione, già da gennaio scorso, ha deciso di affidare a un documento, "Verso un accordo mondiale sui cambiamenti globali a Copenaghen", i propri intendimenti.

Tre i principali elementi su cui si concentrano le proposte dell'Unione: 1) la definizione di obiettivi per i Paesi industrializzati e azioni appropriate per i Paesi in via di sviluppo; 2) la necessità di finanziare proprio le azioni dei Paesi in via di sviluppo, sia per la mitigazione sia per l'adattamento ai cambiamenti climatici; 3) l'obbligo, entro il 2015, di costruire un efficace mercato del carbonio mondiale.

Il vertice, inoltre, a parere della Commissione, dovrebbe considerare - oltre all'aspetto della mitigazione - anche quello dell'adattamento climatico, attraverso l'istituzione di un quadro di riferimento per aiutare i Paesi ad adeguarsi ai cambiamenti climatici inevitabili, suggerendo che tutti si dotino di strategie nazionali a tal fine.

 

30 Ottobre 2009

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