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Cambiamenti climatici, 200 mln di bimbi a rischio

Un rapporto Unicef evidenzia i pericoli che corrono i Paesi poveri e la maggior parte dei più giovani a causa dell'aumento delle temperature

La povertà colpirà 160.000 persone, la fame 550 milioni, mancata istruzione generalizzata ma soprattutto per le donne e malattie dell'infanzia in aumento. Sono questi i rischi maggiori che corrono i bambini a causa dei cambiamenti climatici.

A dirlo con chiarezza è il rapporto dell'Unicef del Regno Unito, "Il nostro clima, i nostri bambini, la nostra responsabilità: le implicazioni di cambio di clima per i bambini del mondo", a 10 anni esatti dalla firma del protocollo di Kyoto. Un rapporto che mette in evidenza i rischi enormi per «i Paesi più poveri e la maggior parte dei bambini, più vulnerabili e colpiti dai cambiamenti climatici», puntando l'attenzione anche sulla mancanza dei diritti per i bambini.

I dati che emergono sono disarmanti. La povertà di ogni bambino, si legge nel rapporto, «aumenterà a causa dei redditi ridotti e ne sarà minacciato il sostentamento: i cambiamenti climatici potrebbero provocare la morte di un numero di bambini tra 40.000 e 160.000 all'anno», soprattutto «in Asia meridionale e Africa sub-sahariana, oltre a perdite di Prodotto interno lordo».

E come se non bastasse «con aumenti di temperatura di due gradi centigradi, da 30 a 200 milioni di persone rischieranno la fame». Ma, aggiunge l'Unicef, «possono aumentare a 550 milioni con un riscaldamento di tre gradi». Il rapporto dell'Unicef sui cambiamenti climatici rileva che «sempre meno bambini potranno andare a scuola e specialmente le ragazze».

L'impatto negativo dei cambiamenti climatici sul sostentamento, spiega l'Unicef, rende «più probabile che i genitori non mandino più i loro bambini a scuola, ed in più culture questo significherà per prima cosa non mandare più le ragazze, in modo che possano portare acqua, combustibile e supplemento di reddito per la famiglia».

Aumenteranno le malattie dell'infanzia e soprattutto «quelle trasportate dall'acqua»: la malaria, che già uccide 800mila bambini l'anno, con i cambiamenti climatici e ambientali «si affaccia in aree che prima erano fuori della portata delle zanzare malariche, come gli altopiani del Kenia e della Giamaica». Anche «la diarrea aumenterà tra il 2 e il 5% entro il 2020, soprattutto nei Paesi a basso reddito».

 

30 Aprile 2008

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