Per fermare il cambiamento climatico occorre cambiare radicalmente strategia: l'Onu ha fallito perchè un approccio globale basato sulla sola riduzione della CO2 non funzionerà mai.
Meglio limitare le emissioni di altri inquinanti oltre a imporre una carbon tax e usarne i proventi per sviluppare tecnologie che possono fornire energia pulita a tutti.
E' la posizione di un gruppo di scienziati che si autodefinisce "eclettico" contenuta in un documento, la carta di Hartwell, duramente criticato da chi invece dice che l'Onu è riuscita a ridurre le emissioni di CO2.
La carta prende il nome da Hartwell House, un hotel di lusso nel Buckinghamshire, in Inghilterra, dove il gruppo di 14 accademici provenienti da Europa, Nordamerica e Giappone si è riunito a febbraio per mettere a confronto le idee.
Il messaggio centrale del documento è che la lotta al cambiamento climatico si può migliorare perseguendo opzioni "politicamente attraenti e inflessibilmente pragmatiche" che riducano anche le emissioni.
Tra queste, la scelta di portare forniture elettriche affidabili al miliardo e mezzo di persone che ne sono prive, con tecnologie efficiente a basse emissioni.
"La crescita della dignità umana è il concetto centrale della carta di Hartwell, che sostituisce il concetto del peccato umano, che non è riuscito e continua a non riuscire a generare progressi" dice il principale autore del documento, il professor Gwyn Prins della London School of Economics.
Secondo la carta l'esito deludente del summit Onu sul clima di Copenaghen e le inesattezze contenute nel rapporto del panel climatico Onu implicano che "la legittimità delle istituzioni della politica e della scienza climatiche non sono più garantite". Perciò occorre riconsiderare il quadro della lotta al cambiamento.
11 Maggio 2010