Ogm: l'Europa lascia decidere gli stati membri

Presentato dalla Commissione europea il pacchetto ogm: prendendo atto della forte opposizione dei cittadini europei, ci si avvia verso una svolta storica

La Coldiretti rende nota la nuova proposta presentata a Bruxelles dalla Commissione europea, che, tenendo presente le indicazioni del presidente Josè Manuel Barroso per una modifica dell'assetto normativo vigente in materia di coltivazione degli organismi geneticamente modificati, ha elaborato un pacchetto composto essenzialmente di tre documenti: una comunicazione di carattere generale, di orientamento sul futuro degli ogm in Europa, che si concentra, proprio, sul tema della libertà per i paesi membri di decidere in ordine alla loro coltivazione; una raccomandazione, destinata a sostituire quella esistente, in materia di coesistenza tra coltura tradizionali, biologiche e ogm, che contiene regole maggiormente restrittive per garantire ai paesi membri la possibilità di adottare misure atte ad evitare la presenza involontaria di ogm; un regolamento che sancisce la possibilità per i paesi membri di adottare misure volte a restringere o proibire la coltivazione di tutte o di una sola varietà di ogm.

L'iniziativa comunitaria, secondo Coldiretti, è una risposta alle crescenti perplessità sugli ogm in Europa dove, dopo il divieto posto anche in Germania, si sono ridotti a soli sei, su ventisette, i paesi che coltivano organismi geneticamente modificati.

Inoltre il drastico crollo nei terreni seminati con organismi geneticamente modificati in Europa nel 2009 conferma che nel coltivare prodotti transgenici, oltre ai rischi per la salute e per l'ambiente, non c'è neanche convenienza economica.

Per quanto riguarda l'Italia l'auspicio è che non si proceda, in fase di recepimento, ad una frammentazione della portata innovativa di tali disposizioni poiché la salvaguardia dell'integrità del patrimonio agroalimentare nazionale, che è un bene comune, rappresenta, infatti, un interesse unitario la cui sede per la tutela, perciò, non può che essere quella della Conferenza Stato Regioni, in uno spirito di leale collaborazione tra le parti. Bisogna considerare inoltre che, sulla base dei risultati dell'ultima indagine annuale Coldiretti-Swg "Le opinioni di italiani e europei sull'alimentazione", il 72 per cento dei cittadini italiani che esprimono una opinione ritiene che i prodotti alimentari contenenti organismi geneticamente modificati siano meno salutari rispetto a quelli tradizionali.

13 Luglio 2010

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