L'iniziativa comunitaria, secondo Coldiretti, è una risposta alle crescenti perplessità sugli ogm in Europa dove, dopo il divieto posto anche in Germania, si sono ridotti a soli sei, su ventisette, i paesi che coltivano organismi geneticamente modificati.
Inoltre il drastico crollo nei terreni seminati con organismi geneticamente modificati in Europa nel 2009 conferma che nel coltivare prodotti transgenici, oltre ai rischi per la salute e per l'ambiente, non c'è neanche convenienza economica.
Per quanto riguarda l'Italia l'auspicio è che non si proceda, in fase di recepimento, ad una frammentazione della portata innovativa di tali disposizioni poiché la salvaguardia dell'integrità del patrimonio agroalimentare nazionale, che è un bene comune, rappresenta, infatti, un interesse unitario la cui sede per la tutela, perciò, non può che essere quella della Conferenza Stato Regioni, in uno spirito di leale collaborazione tra le parti. Bisogna considerare inoltre che, sulla base dei risultati dell'ultima indagine annuale Coldiretti-Swg "Le opinioni di italiani e europei sull'alimentazione", il 72 per cento dei cittadini italiani che esprimono una opinione ritiene che i prodotti alimentari contenenti organismi geneticamente modificati siano meno salutari rispetto a quelli tradizionali.
13 Luglio 2010