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In Trentino e Puglia le città più "rinnovabili"

Presentato il quarto rapporto "Comuni rinnovabili" di Legambiente. Tra i premiati Dobbiaco e Prato allo Stelvio (Bolzano), Carano (Trento) e Lecce

Trentino e Puglia vantano i comuni "più virtuosi" in materia di energia prodotta da fonti rinnovabili: lo rileva il quarto rapporto "Comuni rinnovabili" di Legambiente, che premia Dobbiaco e Prato allo Stelvio (Bolzano) per la categoria "comuni 100% rinnovabili", Carano (Trento) per il progetto più  innovativo e Lecce in grado di soddisfare il 100% del fabbisogno elettrico delle famiglie attraverso le rinnovabili.

Dall'elaborazione dei dati ottenuti da un questionario rivolto ai Comuni e incrociando le risposte con studi e rapporti di Gse, Enea, Fiper e Anev, escono fuori i comuni leader nel panorama delle fonti pulite. A Dobbiaco grazie a 255 chilowatt (kW) di impianti fotovoltaici (75 kW in più rispetto allo scor­so anno) e a 1.279 kW di mini-idroelettrico che si supera ampiamente il fabbisogno elettrico delle famiglie (+269%). Inoltre sono installati 1.270 metri quadrati di pannelli solari termici e grazie alla rete di teleriscaldamento allacciata a due impianti, uno da biomas­sa da 25 megawatt (MW) e uno da biogas da 132 kW, si arriva a coprire ben oltre il fabbisogno termico dei cittadini residenti.

A Dobbiaco la biomassa utilizzata è il cippato di origine locale, pro­veniente da residui delle potature boschive, cortecce, scarti di legno dalle segherie e dalle industrie.  A Prato allo Stelvio, sempre in provincia di Bolzano, invece il mix energetico è composto da ben sei tec­nologie rinnovabili diverse. Sono installate due centrali di teleriscaldamento da biomassa per una potenza totale di 1,4 MW, quattro impianti idroelettrici per complessivi 2.050 kW, impianti fotovoltaici per una potenza complessiva di 1,1 MW, un impianto eolico da 1,2 MW. Grazie a queste fonti rinnovabili il comune puo' risparmiare più di 5mila tep di combustibili fossili e 14mila tonnellate di anidride carbonica.

A Carano (Trento) installati circa 3mila pannelli fotovoltaici per una potenza di 500 kW sopra una vecchia cava di porfido, capaci di generare energia elettrica pari al consumo dei tre quarti degli abitanti del piccolo comune trentino. Il progetto realizzato dal comune ha richiesto oltre un anno di gestazione perche' richiedeva la disponibilità di un'area di esclusiva proprietà comunale di oltre 15mila metri quadri liberi, in un'area di montagna ben esposta al sole, senza ombre e alta vegetazione circostante.

Il comune italiano con più di 50mila abitanti che evidenzia i migliori risultati è Lecce, che ha installati impianti solari termici (4.500 mq) e fotovoltaici (sei MW), ma anche 36 MW di eolico. Complessiva­mente questi impianti sono in grado di soddisfare il 100% del fabbisogno elettrico delle famiglie. Gli impianti fotovoltaici sono stati realizzati grazie ad incentivi regionali e al Conto energia, ma anche alla velocità ed alla snellezza delle procedure autorizzative e burocratiche.

27 Febbraio 2009

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