Una voce autorevole si aggiunge al coro degli scontenti dopo la conferenza sul clima di Copenhagen.
E' quella del presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva che critica apertamente gli Stati Uniti per non aver preso impegni concreti per ridurre le emissioni di gas serra.
Secondo Lula la posizione Usa aveva convinto vari Paesi europei e il Giappone ha riconsiderare il protocollo di Kyoto, una cosa che sarebbe stata "molto seria".
In base al protocollo 37 Paesi industrializzati stanno già riducendo in misura modesta la CO2. L'accordo di Copenaghen, raggiunto sabato nella capitale danese, richiede tagli delle emissioni, ma non fissa alcun obbligo.
Il presidente brasiliano, in occasione del suo programma radiofonico settimanale, afferma che tutti i Paesi dovranno continuare a considerare la lotta al cambiamento climatico una priorità, per raggiungere una soluzione definita.
21 Dicembre 2009