Copenaghen è stato un fallimento e la colpa è di Stati uniti e Cina. Questa, in sintesi, l'opinione di Stefania Prestigiacomo, ministro dell'Ambiente e massimo rappresentante dell'Italia alla Conferenza sul Clima.
«E' stata un'esperienza fortemente deludente - ha confermato il ministro alla stampa italiana - Il mondo si attendeva una ricetta per affrontare l`emergenza climatica e si ritrova sostanzialmente niente».
«Mesi di trattative - ha confermato la Prestigiacomo - sono stati vanificati dal G2, dall`accordo tra Usa e Cina i cui presidenti, a un certo punto, si sono visti cinque minuti in albergo e hanno mandato a monte tutto».
Secondo il titolare del dicastero Ambiente la più grande responsabilità di Usa e Cina è quella di "non accettare impegni vincolanti e verificabili. Non vogliono che ci siano accordi internazionali che impongano loro alcunché e non vogliono che ci possano essere controlli su quello che stanno facendo in materia di riduzione effettiva delle emissioni".
Prestigiacomo ha invece rivendicato la validità del ruolo europeo: «L'Europa è stata compatta su una linea comune e condivisa, presentandosi alla conferenza con un unico dossier. E poi è il soggetto politico che ha fatto di più, mettendo a disposizione 10 miliardi di dollari quando gli Usa non sono andati oltre i 3,5: cifra assolutamente inadeguata».
21 Dicembre 2009