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Kyoto Club: 63 euro al secondo di debito

A sole sei settimane dall'inizio dell'anno è stato accumulato un disavanzo di 200 milioni di euro che entro la fine del 2008 raggiungerà due miliardi

Il debito ambientale dell'Italia ha raggiunto, in appena sei settimane dall'inizio dell'anno, 63 euro al secondo. Lo denuncia il Kyoto club nel corso del convegno "Le regioni e gli enti locali verso Kyoto", aggiungendo che se le Regioni, in sintonia con Province e Comuni, riusciranno ad attivare in tempi rapidi un percorso virtuoso nella riduzione delle emissioni e nella diffusione delle energie rinnovabili, si potrà anche ridurre quel pesante disavanzo che il nostro Paese sta accumulando per lo sforamento delle emissioni di Co2 rispetto all'obiettivo previsto dal Protocollo di Kyoto.

«Ogni giorno, dal primo gennaio di quest'anno, l'Italia paga più di cinque milioni di euro (5,4 milioni di euro), 63 euro ogni secondo», insomma, ad oggi, «dopo sei settimane abbiamo ampiamente superato i 200 milioni di euro e a fine anno il debito toccherà quota due miliardi», avvertono gli esperti. La crescita del debito (per ogni tonnellata di Co2 il Kyoto Club ha stimato un prezzo di 20 euro) si può visualizzare in tempo reale con il contatore presente nel sito dell'associazione (www.kyotoclub.org). Questo costo - pesante - che potrebbe pagare il nostro Paese «deriva dal divario di oltre 90 milioni di tonnellate di Co2 che ci separa dagli obiettivi di Kyoto, con un livello di emissioni del 12% superiore rispetto al 1990».

I dati non sono da sottovalutare, soprattutto se si ricorda, come hanno fatto gli esperti del Kyoto Club, che «nel periodo di adempimento 2008-2012, la quantità di emissioni assegnate all'Italia è pari a 483 milioni di tonnellate di Co2 (-6,5% rispetto al 1990)». Questa «deve essere considerata un'emergenza gravosa» in termini economici, di immagine e di mancate opportunità.

«Paghiamo dieci anni di sottovalutazione del problema climatico e di una notevole superficialità rispetto all'entrata in vigore del Protocollo - ha dichiarato il direttore scientifico del Kyoto Club Gianni Silvestrini - poichè ogni ulteriore ritardo comporterà costi crescenti per il Paese  e sarà fondamentale che le istituzioni statali e locali mettano al centro delle politiche la questione climatica, con conseguenti scelte oculate su efficienza energetica, utilizzo delle fonti rinnovabili e trasporti».

07 Febbraio 2008

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