I Paesi ricchi devono contribuire in misura più sostanziale al fondo per combattere il cambiamento climatico e contribuire a lottare contro la deforestazione.
E' l'appello lanciato dal presidente francese Nicolas Sarkozy aprendo la conferenza internazionale sulla conservazione delle foreste, un elemento chiave contro il riscaldamento climatico.
Partecipano alle conferenza i ministri di 40 Paesi, tra cui l'Indonesia e le nazioni del bacino delle Amazzoni e del Congo.
La conferenza, che sarà seguita da un altro incontro a maggio a Oslo, è centrata sullo sviluppo di misure per preservare le foreste, su cui è stato raggiunto un accordo in linea di principio al summit di Copenaghen a dicembre scorso.
Nel dettaglio occorre stabilire come spendere i 30 miliardi di dollari offerti dai Paesi industrializzati per i prossimi tre anni.
In totale i leader del mondo si sono accordati su una spesa di 100 miliardi di dollari entro il 2020 per aiutare i Paesi poveri a difendere le foreste, proteggere le coste e le coltivazioni compromesse dalla siccità, accumulare riserve d'acqua e adottare opzioni energetiche a bassa CO2 come il solare e l'eolico.
Sarkozy ha detto di sperare che la conferenza di Parigi porterà maggiori impegni di finanziamento per la conservazione delle foreste e servirà a mettere a punto i meccanismi di impiego degli aiuti, che devono coinvolgere anche il settore privato.
La deforestazione, con gli incendi di aree boschive e la putrefazione degli alberi caduti, conta per il 20% di tutta la CO2 emessa nell'atmosfera, tanto quanto quelle emessa da tutte le auto, camion, treni e aerei del mondo.
A causa della deforestazione per la produzione di legname, per l'agricoltura e il pascolo, Indonesia e Brasile sono diventati rispettivamente il terzo e il quarto maggior emettitore di CO2 al mondo, dopo Cine e Usa.
11 Marzo 2010