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Multienergy: i distributori si fanno ecologici

Multienergy: entro il 2010 si toccherà quota mille stazioni di servizio autosufficienti alimentate grazie al sistema di energie rinnovabili

Stazioni autosufficienti, completamente alimentate da energia rinnovabile, che arricchiscono l'offerta di carburanti tradizionali con la distribuzione di metano e idrogeno. Non stiamo pensando a un'utopia del futuro o a efficienti distributori di Paesi virtuosi nello sfruttamento di nuove tecnologie "verdi", ma a stazioni già funzionanti e per di più in casa nostra (due su tre). Ad oggi sono, infatti, tre gli esercizi che presentano queste caratteristiche, il primo a Francoforte e gli altri due in Italia, a Mantova e a Collesalvetti, in provincia di Livorno. E ne arriveranno altri, più di mille entro il 2010, interamente ricoperti di pannelli fotovoltaici.

Dopo la distribuzione delle benzine senza piombo negli anni ‘80, i gasoli e le benzine a basso zolfo e benzene nel ‘90 e il commercio di gasoli e benzine linea blu senza zolfo nei primi anni del 2000, Agip concretizza una nuova strategia per l'ambiente. Il colosso della raffinazione e distribuzione dei prodotti petroliferi li chiama distributori Multienergy, indicando già nel nome le peculiarità del servizio: le stazioni, completamente autosuffcienti, sono degli speciali laboratori che, oltre a mettere a disposizione tutta la gamma dei carburanti tradizionali, compreso il metano, si occupano di produrre e stoccare idrogeno. Il tutto nel più completo rispetto dell'ambiente. "Il grado di sviluppo delle tecnologie per sistemi di propulsione che impieghino combustibili alternativi rispetto a quelli tradizionali - sottolineano dall'Eni - è elevato, ma ragioni tecniche (imputabili alla dinamica di scala) rendono difficile la loro adozione e ancor più un'agile diffusione. Pertanto, è estremamente importante favorire la fase sperimentale della loro integrazione nelle stazioni di rifornimento tradizionali e la familiarizzazione dell'utenza ad esse".

E' per questo che "si propone di sviluppare nuovi sistemi infrastrutturali per l'idrogeno e sperimentarne l'utilizzo quale combustibile alternativo per veicoli che circolano in contesti urbani differenti per localizzazione e caratteristiche". Ad azionare l'intero sistema l'energia proveniente da fonti rinnovabili: un impianto eolico, uno solare con l'attivazione di una gran quantità di pannelli fotovoltaici e un impianto di rigenerazione con microturbina a metano riforniscono la stazione dell'energia necessaria alla piena operatività dell'area di servizio e, nello stesso tempo, forniscono una quantità di idrogeno sufficiente per una miniflotta di auto a combustione interna. La prima nata in casa Eni sotto il segno Multienergy è attiva a Francoforte dal 1992. La scelta della città tedesca non è casuale ed è perfettamente in linea con il progetto battezzato Zero Regio (Zero emission regional project) cofinanziato dalla Commissione europea. Il programma, che interessa Italia e Germania, ha l'obiettivo generale di sviluppare sistemi di trasporto a bassa emissione per le città europee e, in particolare, in Lombardia e nel Rhein-Main, sistemi integrati di mobilita sostenibile con l'uso di stazioni a più carburanti e a idrogeno per alimentare veicoli a zero emissioni.

"Questo progetto - ha spiegato l'amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni - rappresenta molto per la nostra azienda perchè simboleggia il centro della nostra strategia che ci vuole primi nelle nuove tecnologie e primi nel rispetto dell'ambiente. Nelle stazioni produciamo autonomamente energia elettrica, e non sarà un caso isolato ma coinvolgerà molte altre stazioni di servizio italiane. Inoltre distribuiamo metano, il prodotto più vicino ai consumatori che intendono rispettare l'ambiente. Infine produciamo e vendiamo idrogeno: certo non si tratta di grandi volumi ma siamo sicuri che il nostro lavoro sia un incoraggiamento verso la giusta direzione".

14 Dicembre 2007

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