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L'allarme Ocse, emissioni gas serra in aumento

Secondo l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, entro il 2030, le emissioni globali cresceranno del 37% rispetto al 2005

Se non si interverrà con politiche adeguate, entro il 2030 le emissioni globali di gas serra aumenteranno del 37% rispetto ai livelli del 2005. Alla stessa data, i paesi Bric, ossia le economie emergenti di Brasile, Russia, India e Cina, emetteranno nel complesso più di tutti i 30 Paesi membri dell'Ocse, con una crescita del 46% rispetto a oggi.

L'allarme arriva dall'Osce (l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) attraverso il suo Environmental outlook, presentato il 5 marzo a Oslo. Sempre sul fronte delle emissioni nemiche del clima, se proseguirà l'attuale trend senza interventi per ridurle, nel 2050 saranno del 52% superiori rispetto ai livelli 2005.

Brutte notizie dal rapporto ambientale Ocse anche sul fronte dell'uso della terra. Per rispondere alla crescente domanda di cibo e biocarburanti, si stima che l'uso agricolo della terra dovrà espandersi del 10% al 2030. Circostanza che impatta anche sulle risorse idriche, visto che tra 22 anni - secondo l'Ocse -un miliardo di persone in più vivrà in aree con gravi carenze idriche.

Nel cupo futuro dipinto dall'organizzazione entra anche lo stato dell'aria. Secondo il rapporto, le morti premature causate dall'aumento dell'ozono a livello del terreno quadruplicheranno a livello mondiale entro il 2030. Inoltre, se non si interviene subito con politiche adeguate, il numero di morti premature per milione di abitanti causate dal Pm10 saranno più che raddoppiate al 2030 rispetto ai livelli attuali (la stima è di un aumento da tre milioni l'anno).

Secondo l'Ocse bisogna intervenire subito. Rimediare è possibile. «Il Pil mondiale quasi raddoppierà entro il 2030 e triplicherà al 2050 - calcola l'Environmental outlook - e le simulazioni dell'Ocse mostrano come basterebbe solo un pò più dell'1% di questa crescita per implementare politiche in grado di ridurre gli inquinanti dell'aria di circa un terzo e contenere la crescita delle emissioni di gas serra al 12% circa anziché il 37% che si avrebbe senza alcun intervento».

Nel dettaglio, per ridurre le emissioni di gas serra basterebbe investire lo 0,5% del Pil mondiale nel 2030 e il 2,5% nel 2050. Per riuscirci, suggerisce l'Ocse «si potrebbe introdurre una tassa globale su tutte le emissioni serra che parta da appena due dollari per tonnellata di CO2-equivalente, incrementandola a 150 dollari per tonnellata nel 2050».

Ma l'Ocse fornisce anche un ventaglio di possibili interventi per frenare l'impatto umano sulla natura. Tra questi, l'introduzione di eco-tasse, un efficiente sistema di prezzi per l'acqua, l'emission trading, sistemi basati sul principio "chi inquina paga", tasse sui rifiuti e sugli scarichi e l'eliminazione di sussidi nemici dell'ambiente. E ancora regolamenti più severi, ad esempio su trasporti ed edilizia, investimenti in ricerca e l'eco-labelling.

06 Marzo 2008

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