Il Regno Unito potrebbe arrivare nel 2030 a un bilancio netto di zero emissioni di anidride carbonica.
La strategia per raggiungere questo traguardo (che sarebbe il più ambizioso tra tutti quelli finora proposti) è descritta nel rapporto ZeroCarbonBritain2030, prodotto dal Centre for alternative technology (Cat) con la collaborazione di 13 università, 12 centri di ricerca e otto società private.
In pratica si tratterebbe di ridurre del 90% le emissioni di CO2, scendendo dai 637 milioni di tonnellate del 2007 a 67 milioni di tonnellate nel 2030. Il restante 10% verrebbe compensato dalla cattura dell'anidride carbonica per mezzo delle biomasse o di altre tecniche.
Il documento del Cat affronta il problema da due punti di vista: da un lato il potenziamento delle fonti di energia rinnovabili, che se sfruttate a pieno potranno soddisfare quasi interamente il fabbisogno elettrico nazionale; dall'altro una maggiore attenzione al risparmio energetico, che può ridurre i consumi del 50%.
Dal punto di vista della produzione di elettricità, il rapporto presenta un mix energetico che esclude le fonti fossili, in cui la quota principale verrebbe dall'eolico offshore, con 615 TWh (miliardi di kWh) all'anno.
Seguono eolico onshore (75 TWh), idroelettrico e idrodinamico (83 TWh), solare fotovoltaico (4,5 TWh), biomasse (31 TWh), biogas (24 TWh), nucleare (7,5 TWh).
Per quanto riguarda invece il risparmio energetico, gli obiettivi sono: diminuzione del 63% dei consumi di energia nei trasporti grazie a un maggiore uso dei mezzi pubblici e all'elettrificazione dei veicoli; riduzione del 50% nei consumi domestici di elettricità e riscaldamento grazie all'isolamento termico degli edifici; riduzione dell'80% dei prodotti dell'allevamento maggiormente responsabili di emissioni di gas serra.
21 Giugno 2010