Energia e sostenibilità, i nuovi dati Istat

Diminuisce la produzione dei rifiuti, cresce l'impiego di fonti rinnovabili, aumenta il consumo d'acqua. Sono solo alcuni dei dati pubblicati nel Rapporto 2009

Giunto alla sua diciottesima edizione, è stato pubblicato dall'Istat il Rapporto annuale 2009 sulla situazione del Paese. Di seguito un estratto dei dati relativi alla situazione dei consumi energetici e gestione del ciclo dell'acqua e dei rifiuti. 

Nel 2008 i prelievi diretti di risorse naturali dal territorio nazionale diminuiscono per il terzo anno consecutivo e anche l'approvvigionamento di risorse naturali dall'estero, in crescita dal 1996 al 2007, registra nel 2008 una secca battuta d'arresto.

Per il terzo anno consecutivo è diminuita anche la quantità di materiali dissipati nell'ambiente naturale o accumulati in rifiuti deposti nelle discariche o in infrastrutture o edifici (circa 765 milioni di tonnellate).

La produzione dei rifiuti urbani nel 2008 registra una lieve battuta d'arresto, con un calo dello 0,2 per cento rispetto all'anno precedente. Con circa 543 chilogrammi di rifiuti per abitante, l'Italia si colloca sotto la media Ue a 15 (565 kg), ma sopra quella Ue27 (524 kg).

La raccolta differenziata, in crescita dal 2000, si attesta nel 2008 al 28,5 per cento della raccolta totale, con un aumento di tre punti percentuali rispetto al 2007.

Le differenze territoriali restano importanti, con valori che raggiungono circa il 40% nel Nord, il 25,5 nel Centro e meno del 15% nel Mezzogiorno. Nel 2008 sono 27 i comuni capoluogo che hanno raggiunto l'obiettivo del 45% di raccolta differenziata, disposto dalla normativa.

Gli impieghi di fonti rinnovabili sono cresciuti del 20,5% nel 2009, soprattutto per il maggior utilizzo di legna e biodiesel. Per quanto riguarda l'apporto delle fonti rinnovabili alla generazione di energia elettrica, l'Italia, con il 13,7%, si colloca nel 2007 sotto la media europea (15,6%).

Le emissioni di gas serra dell'Italia continuano a diminuire, soprattutto per effetto della crisi economica (-2% nel 2008 e -9% nel 2009), ma è ancora lontano il conseguimento degli obiettivi del Protocollo di Kyoto (-6,5% rispetto ai valori del 1990 entro il 2012) e della strategia europea integrata su energia e cambiamenti climatici (-30 e -85% rispettivamente al 2020 e al 2050).

La produzione e la distribuzione di energia elettrica, gas e acqua, che causano circa il 32% delle emissioni di gas serra delle attività produttive, hanno migliorato notevolmente la propria efficienza ecologica rispetto al 1990, con una diminuzione complessiva di gas serra pari a 45,1 milioni di tonnellate.

Tuttavia, l'aumento della produzione (+35,2%) ha fornito una spinta in senso contrario ancor più forte (+59,8 milioni di tonnellate). Anche nei trasporti via terra, che contribuiscono a circa il 6% del totale delle emissioni, l'aumento di gas serra dovuto alla crescita dell'economia (circa 12 milioni di tonnellate in più) è solo parzialmente bilanciato dal miglioramento dell'efficienza (-8,8 milioni). 

Il contributo più importante alla riduzione delle emissioni (-15,6 milioni di tonnellate) deriva dalla fabbricazione di prodotti chimici e di fibre sintetiche e artificiali, la cui quota sul totale delle emissioni passa dal 7% del totale nel 1990 al 3,7 nel 2008, grazie alla maggiore efficienza ecologica, che ha largamente compensato i 6,8 milioni di tonnellate di gas serra emessi in più per la crescita della produzione.flessione rispetto al 2005 (32,6%).

Il Nord-ovest è la ripartizione con minori dispersioni (24,7%), mentre le maggiori si riscontrano al Sud (40,3).

Nel 2008 si rilevano mediamente in Italia circa 98 motocicli ogni mille abitanti; in costante crescita il numero di quelli meno inquinanti (categoria Euro 3), pari al 15,6% dei circolanti. Si riduce il tasso di motocicli caratterizzati da emissioni nocive più elevate (Euro 0 e 1), con una diminuzione del 9,8% tra il 2005 e il 2008.

Nel quadriennio 2005-2008 l'utilizzo dei mezzi pubblici da parte dei cittadini nei comuni capoluoghi di provincia aumenta del 9,7% in termini di passeggeri trasportati.

Positive anche le tendenze per altri indicatori relativi alle politiche di mobilità attuate dalle amministrazioni locali: +12,1% del numero di stalli in parcheggi di scambio con il trasporto pubblico (per mille autovetture circolanti); +38,1% della densità di piste ciclabili (km per 100 km2 di superficie comunale).

Nel 2008 in Italia la spesa per la protezione dell'ambiente è in aumento. In particolare, la spesa per i servizi di gestione rifiuti sale a 21,3 miliardi di euro, quella per i servizi di acque reflue a 3,6 miliardi e quella per l'uso e la gestione delle risorse idriche a 9,5 miliardi, con incrementi dal 1997 rispettivamente del 93,9, del 40,5 e del 52,6%.

L'andamento degli investimenti pubblici per la protezione dell'ambiente nel periodo 1997-2008 indica una privatizzazione della produzione dei servizi relativi e una crescente tendenza delle imprese a investire in attività ambientali.

Mentre gli investimenti dei "produttori specializzati" (coloro che hanno per attività principale la produzione di servizi ambientali per la vendita a terzi) presentano una diminuzione della componente pubblica, gli investimenti privati risultano in aumento nei settori della gestione dei rifiuti e delle risorse idriche, e in diminuzione nel settore della gestione delle acque reflue.

Nel 2008 il prelievo d'acqua a uso potabile ammonta, a livello nazionale, a 9,1 miliardi di m3, in crescita rispetto al 2005 (+1,7%) e al 1999 (+2,6).

Gli aumenti più significativi si registrano nelle regioni del Centro e del Nord-est, mentre in alcune regioni dell'Italia meridionale si osservano riduzioni dovute alla generalizzata carenza di precipitazioni, particolarmente accentuata negli anni centrali del periodo 1999-2008.

Nel 2008 il 32,2% dell'acqua prelevata è sottoposta a trattamenti di potabilizzazione, mentre nel 1999 era il 26,3%. La potabilizzazione dell'acqua risente delle caratteristiche idrogeologiche dei territori da cui è captata.

Maggiori volumi di acqua potabilizzata si riscontrano nelle regioni dove più consistente è il prelievo da acque superficiali: Sardegna (89,2%), Basilicata (80,5), Liguria (55,6) ed Emilia-Romagna (53,7).

I più bassi livelli di potabilizzazione, invece, si osservano in Campania (9,1%), Molise (8,9) e Lazio (2,9), dove sono presenti risorse sotterranee idropotabili di buona qualità.

Nel 2008 gli impianti di depurazione presenti sul territorio nazionale, pur avendo una capacità complessiva secondo progetto di 75,2 milioni di abitanti equivalenti, depurano effettivamente, in media annua, acque reflue domestiche per complessivi 59,0 milioni di abitanti equivalenti.

Per coloro che vogliono documentarsi anche su tutti gli altri argomenti trattati. Scarica il PDF completo dal sito del Governo.

18 Giugno 2010

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