Per promuovere e realizzare il benessere del cittadino, anche quello materiale, bisogna tenere conto di quanto questo sia direttamente proporzionale alla produzione di rifiuti, un tema che non può essere affrontato «in maniera utopistica, con un ambientalismo romantico, ma al contrario pragmatico, fatto di soluzioni, altrimenti anche a Roma, se si chiudesse oggi Malagrotta, si rischierebbe di avere un altro caso Napoli». Ne è convinto il professor Vincenzo Pepe, presidente del Movimento ecologista europeo FareAmbiente, che ha presentato il progetto "Benessere del citadino".
«Dire rifiuto zero è ambientalismo romantico, noi siamo per l'ambientalismo pratico. Allora qual è il modo per migliorare il benessere del cittadino, visto che il rifiuto zero non esiste? Il ciclo integrato dei rifiuti che include comunque un rischio, sia che lo chiamiamo termovalorizzatore o discariche, per questo dobbiamo calcolare quello che ha un impatto minore: come la differenziata spinta - ha spiegato Pepe - Ma anche città come Roma non la fanno e resta una percentuale di immondizia per cui bisogna pensare a un impianto di smaltimento con il minimo rischio. Napoli ha rappresentato il grande rischio, perché chiudendo tutte le discariche e non facendo contemporaneamente i termovalorizzatori si è creato un disagio maggiore. Chiudere quindi Malagrotta in questo momento, senza avere delle valide alternative significa che Roma da qui a due mesi sarà peggio di Napoli: immaginate il Colosseo pieno di rifiuti, o Piazza San Pietro invasa dall'immondizia. L'immagine deturpata dell'Italia nel mondo».
La soluzione proposta da FareAmbiente è la riduzione del rifiuto già alla fonte attraverso «la sensibilizzazione prima del produttore, poi del distributore e infine anche del consumatore - ha continuato - Ma anche realizzando questo ciclo virtuoso e con la differenziata al 60%, resta un 40% di rifiuti che va smaltito: nelle piccole discariche e nei termovalorizzatori, come accade in tutto il resto d'Europa, funzionano a regime con impianti controllati. E' necessario riflettere su questa soluzione perché non vogliamo che Roma piombi nel caos di Napoli».
10 Novembre 2011
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