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Il rovescio ecologico di Flavia Pennetta

Intervista di I AM alla campionessa italiana di tennis, protagonista di recente di una campagna ambientale sul conferimento diversificato dei rifiuti

Flavia Pennetta non è solo una bella ragazza, una campionessa, la migliore tennista italiana insieme a Francesca Schiavone. Flavia Pennetta è soprattutto una che sa cosa è giusto e cosa è sbagliato. E quando c'è da decidere, sa scegliere la cosa giusta. Se il fidanzato la tradisce, lo molla, pure se è (stato) il più forte al mondo e se è il più bello.

Se il migliore amico, Federico Luzzi, muore all'improvviso, rinuncia al torneo che avrebbe potuto regalarle il sogno di una vita (entrare tra le prime 10 al mondo) per andare al suo funerale. Se il gruppo Biancamano la sceglie come testimonial della raccolta differenziata, dice subito di sì.

«Il rispetto per l'ambiente è un tema verso il quale sono molto sensibile. Fin da quando ho cominciato a giocare a tennis sono sempre stata all'aria aperta. E ci sto ancora, viaggio tanto, in tutto il mondo. Il fatto di stare all'aria aperta mi ha sempre portato a pensare all'importanza della natura. Se si vive in un mondo sano è più bello per tutti quanti».

La campagna pubblicitaria ha previsto una serie di foto in cui Flavia, su un campo da tennis, sta attenta a non lasciare in giro bottiglie d'acqua vuote e palline vecchie, gettandole nei rispettivi contenitori.

Ma Flavia Pennetta nella vita reale fa la raccolta differenziata? «Assolutamente sì. La facevo già quando avevo 18 anni e mi allenavo e vivevo con mia cugina a Milano».

E che voto si dà? «Mi do un nove. Anche perché, devo esser sincera, cerco sempre di farla, quando sono a casa la faccio. Mi do nove e non dieci proprio perché viaggio spesso e a casa non ci sto molto. Ma è uno sforzo che va fatto per vivere in un mondo migliore, in una natura migliore, per far sì che i bambini crescano in un ambiente perfetto».

Sani e naturali. Lei ci ha sempre tenuto. In una vecchia intervista consigliò alle ragazze: «Non andate dal chirurgo estetico per il vostro fidanzato o per assomigliare ad un modello che tra un po' sarà fuori moda. Giocate, piuttosto, vi piacerete di più». E imparerete presto cosa è giusto e cosa è sbagliato.

A 15 anni ha lasciato Brindisi e il circolo di Papà Oronzo. Da quel momento in poi, il suo è stato un continuo vagare per tornei ma soprattutto alla ricerca del posto giusto dove poter diventare grande.

Lo ha trovato in Spagna, dove la preparazione è programmata in maniera scientifica e dove se non nascono campioni, si possono costruire ottimi giocatori. Te ne accorgi non solo da come gioca, ma anche da come parla.

La sua cadenza è un misto di pugliese e spagnolo che la rende inconfondibile. Anche quando parla delle differenze tra l'Italia e i posti che ha frequentato di più: «Da qualche tempo, come sapete, risiedo e mi preparo alle gare ed alle sfide mondiali in Spagna ed in Svizzera. Per quanto riguarda i rifiuti senza tema di smentita posso dire che in Spagna il problema è assolutamente meno pesante che qui in Italia. Si fa molta più raccolta differenziata, c'è più informazione, più rispetto per la collettività e l'ambiente. Le strade, le città, sono pulite. E' impensabile un'emergenza come quella della Campania. In Svizzera la situazione invece è meno linda. Nel paese del cioccolato e degli orologi a cucù, su questo fronte si comincia a respirare qualche problema».

Il fotografo continua a scattare. La immortala sulla panchina, come nelle pause tra un set e l'altro. Ma al suo fianco non c'è Gabriel Urpi, il suo coach, o Corrado Barazzutti, il ct dell'Italia che grazie alla Pennetta ha vinto per tre volte la Federation Cup (la Coppa Davis al femminile).

C'è un cestino per la raccolta differenziata. E l'ultima riflessione: «Per me si tratta di una esperienza nuova che mi entusiasma. Mi piace essere utile, poter essere un esempio per i bambini. Sul set fotografico mi sono impegnata come quando sono sui campi da tennis. Questa campagna è una cosa estremanente seria. Sono molto contenta di avere questa occasione e voglio insistere su una cosa: bisogna educare i bambini; e questo è importante, iniziare dai più piccoli. Per loro è molto più facile imparare. Ed è fondamentale che apprendano subito il valore del rispetto per l'ambiente». Parola di Flavia Pennetta, una che sa distinguere cosa è giusto da cosa è sbagliato.

Milena Orlandini

18 Gennaio 2011

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